Insegnante diventa di ruolo a 62 ann

Bisogna dire grazie anche alla Riforma Fornero per quasta strana notizia della scuola italiana.

Tra le mostruosità giuridiche che ha creato questa riforma dell”istruzione a livello lavorativo questa é solo l’ultima in ordine di tempo.

Si tratta di una professoressa che dopo 33 anni di onorato servizio doveva andare in pensione nel 2011, ma…..

Ma c’é stata la riforma Fornero, della quale ricordiamo la stessa Fornero si é detta entusiasta solo pochi giorni fa .

La professoressa in questione ha sempre lavorato, ma una cattedra gli é assegnata solo per  l’anno scolastico 2013-14.

Da quest’anno ha un contratto a tempo indeterminato:

Alla 62enne professoressa é arrivata la strana notizia che ‘finalmente’ diventerà una lavoratrice a tempo indeterminato.

Lei stessa interpellata da Il Tirreno, ha giudicato una beffa e sente di prendere un posto di lavoro che spetterebbe ad una persona di più giovane età.

La professoressa in questione, ormai nonna, andrà in pensione nel 2017.

PS: la foto in alto a destra é di repertorio, e non é la professoressa di cui sopra

economiaitalia.my

Harlem Shake a scuola:20 sudenti si lanciano nel ballo e vengono sospesi.

video di repertorio

Nell’istituto Cerletti di Conegliano  la scorsa settimana 20 alunni si sono lanciati in uno scatenato Harlem Shake negli spogliatoi della palestra della scuola .Il video veniva  postato su Youtube, è questo costatava  sei giorni di sospensione con l’ obbligo di svolgere una serie di lavori all’interno dell’istituto, dalla pulizia del parco ad altre attività.Il video è stato rapidamente rimosso dal web, ma non è bastato  per  non essere notato.

La preside Damiana Tervilli  ha detto che gli alunni hanno eluso la sorveglianza dell’insegnante ed è stato usato un cellulare che è asslutamente vietato portare nella  scuola. Sono stati convocati i genitori degli alunni, ed è stato spiegato loro il motivo della sospensione.Gli stessi genitori hanno chiesto di impiegare gli alunni in qualche attività.

Fonte web

Le “Iene”:parentopoli interna all’Università di Messina.

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E’ stato mandato in onda nella puntata di domenica sera il servizio delle “Iene” riguardante la Parentopoli interna all’Università di Messina.
L’inviato Pablo Trincia, che nella scorsa settimana aveva invece fatto visita all’Ateneo palermitano, si è recato presso le Facoltà di Giurisprudenza, Veterinaria ed Economia e Commercio, trovando però in quest’ultimo caso – come riferiscono diversi testimoni – degli impedimenti oggettivi che non hanno permesso alla troupe di Mediaset di portare avanti l’inchiesta.
E’ proprio a Giurisprudenza e Veterinaria che Trincia ha intervistato alcuni professori, stranamente disponibili al confronto, a differenza di quanto accaduto negli anni passati.
Le “Iene” hanno messo in evidenza agli occhi dei docenti i gradi di parentela con altri appartenenti alla stessa Facoltà o allo stesso Ateneo.
Trincia si è infine recato presso il Tribunale di Messina ed ha ascoltato la sentenza di condanna del Rettore Tomasello e dell’ex preside di Veterinaria Macri’, reo, secondo gli inquirenti, di aver chiesto favori proprio a Tomasello affinché permettesse al figlio di entrare nella Facoltà di cui era preside, truccando il concorso pubblico.
Con grande probabilità, lo scandalo non finisce qui e, nelle prossime settimane, si sentirà parlare ancora sui media nazionali della Parentopoli che ha posto sotto la luce dei riflettori un’Universitaria piena di giovani puliti e che tentano ogni giorno di costruire, tassello su tassello, il proprio futuro.
Nel frattempo, oltre al gruppo di docenti “No-proroga”,  è disponibile on line un sito in cui firmare una petizione per chiedere le dimissioni del Rettore Tomasello, che ha deciso, nonostante la condanna a 3 anni e mezzo, di restare saldamente al proprio posto.Fonte

Province senza fondi:chiudono le scuole…

L’annuncio del nuovo presidente dall’Upi, Antonio Saitta: “Con questi tagli non possiamo assicurare i servizi essenziali, la maggior parte di noi farà ricorso al Tar”. Nel mirino la sforbiciata da 1,7 miliardi in due anni decisa dal governo

Province in rivolta: chiudiamo le scuole d'inverno

“La maggior parte delle Province ricorrerà al Tar contro i tagli insopportabili della spending review“. Lo annuncia il nuovo presidente dell’Unione delle Province Italiane, Antonio Saitta (Provincia di Torino), parlando all’assemblea dei presidenti delle giunte e dei consigli provinciali, che lo ha eletto, a Roma.

Nel mirino ci sono i 500 milioni di tagli ai bilanci per il 2012 e gli 1,2 miliardi per il 2013 che “impediscono di assicurare il mantenimento dei servizi essenziali ai cittadini”, afferma Saitta. “Se il governo non vuole ascoltarci faremo comprendere ai cittadini come questi tagli li priveranno dei loro diritti, e cominceremo chiudendo le scuole prima del tempo quest’inverno, perché non abbiamo i soldi per pagare il riscaldamento delle aule”.

Le Province gestiscono 5.179 edifici scolastici di scuola secondaria, composti di 117.348 classi, che accolgono quasi 2 milioni e 600 mila alunni. “Abbiamo spiegato all’esecutivo che con questi tagli non si interviene su sprechi, ma si cancella tutto”.

“Con l’inverno alle porte – aggiunge Saitta – non potremo più togliere la neve dalle strade, non abbiamo soldi per fare la manutenzione delle scuole, né quella straordinaria per mettere in sicurezza gli edifici, né quella ordinaria: non sappiamo come pagare le bollette di luce, gas, acqua, telefono. Per questo, se il governo non ci ascolterà, a Natale saremo costretti a chiudere le scuole prima del tempo”.

fonte qui

Scuola e ora di religione.Ministro profumo giusto studiare tutte le religioni

Profumo e la religione a scuola

Ministro Profumo nelle scuoledi Filippo Gentiloni in “il manifesto” del 6 novembre 2012 –

Ha fatto scalpore la presa di posizione del ministro Profumo, titolare del ministero dell’ Istruzione, a proposito della lezione di religione cattolica nella scuola pubblica.

Per la prima volta un esponente della politica scolastica critica l’insegnamento confessionale nella scuola italiana sulla base della constatazione che la società si è modificata profondamente con l’arrivo di molti stranieri portatori di culture e fedi diverse da quella cattolica.
Profumo si è pronunciato a favore di un eventuale insegnamento di storia delle religioni. Una novità che certamente non sarebbe gradita dalla gerarchia cattolica che non ha mai voluto mettere in discussione l’insegnamento confessionale della religione nella scuola, anche dichiarando che non si tratta di una «catechesi» e che gli studenti possono rifiutarlo.
Non è però chiaro che cosa questi dovrebbero fare se rifiutassero l’ora di religione cattolica.
Si tratta di una questione di rilevanza fondamentale nel rapporto stato-chiesa e di una questione da cui dipende inevitabilmente la laicità dello stato e della società italiana. Tutte le proposte finora avanzate per risolverla, sono state sempre contestate e respinte, anche quelle firmate dai protestanti italiani. In questo contesto la chiesa cattolica non intende minimamente rinunciare ad un monopolio  che le sembra assolutamente necessario al mantenimento della sua posizione.
Anche se è indubbio che nel paese cresce rapidamente la incultura religiosa, che non ha molto a che vedere con la laicità.

D’altronde non si può continuare a dimenticare la questione della religione cattolica nella scuola, come se non si trattasse di una questione essenziale per la laicità. Non si tratterà certamente di un processo rapido e indolore, ma la convergenza di quello che avviene in altri paesi anche a maggioranza cattolica, lo rende inevitabile.
Intanto nel mondo protestante italiano è nata un’associazione detta «31 ottobre», per una scuola laica e pluralista.

fonte qui