Carlo Taormina e le offese ai gay a La Zanzara

L’avvocato ed ex deputato di Forza Italia contro gli omosessuali: «Bisogna rispettarli finché non rompono i cogl***»

Carlo Taormina e le offese ai gay a La Zanzara

«L’omosessualità è una disgrazia che ognuno si vive per conto suo, standosene a casa propria. In Uganda ci possono essere esagerazioni ma si deve evitare di instillare nella società l’idea che l’omosessualità sia una cosa normale». Così dice Carlo Taormina, avvocato ed ex deputato di Forza Italia, in un’intervista al programma radiofonico La Zanzara di Radio 24.

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L’avvocato carlo Taormina

«IN UGANDA HANNO FATTO BENE» – Il riferimento all’Uganda fatto da Taormina riguarda la notizia, arrivata anche in Italia nei giorni scorsi, che vedeva un quotidiano ugandese pubblicare i nomi di duecento omosessuali, considerati i «duecento principali gay del Paese», oltre che dell’approvazione di una legge che punisce il «reato di omosessualità» con pene detentive che variano dai 14 anni di reclusione fino all’ergastolo. E Taormina esprime il proprio plauso per quanto accaduto nel paese africano: «Ho appreso con piacere quello che hanno deciso in Uganda, perché ci sono situazioni di esibizionismo che vanno giustamente condannate. Questa gente non solo è omosessuale  ma fanno certe esibizioni, vogliono un prototipo di società che non va bene».

«GLI OMOSESSUALI VANNO RISPETTATI FINCHÉ NON ROMPONO I COGLI***» – Nel corso dell’intervista, Taormina si è scagliato contro la «propaganda gay», appoggiando la scelta del presidente ugandese Musveni che nei giorni scorsi ha ratificato la controversa legge anti-gay:  «L’omosessualità è una disgrazia che ognuno si vive per conto suo, standosene a casa propria. In Uganda ci possono essere esagerazioni ma si deve evitare di instillare nella società l’idea che l’omosessualità sia una cosa normale. Perché si deve fare propaganda gay? Io non faccio quella etero». E ancora: «L’omosessuale – aggiunge Taormina – bisogna rispettarlo finché non rompe i coglioni. Rispetto a quello che facciamo noi ha fatto bene Museveni. Quale è il problema dei 14 anni di carcere se uno è incorreggibile? Ha detto che sono disgustosi? Allora sono ugandese pure io, la penso come il presidente ugandese».

 

 

«MEGLIO LE FAMIGLIE DELLA ‘NDRANGHETA CHE QUELLE GAY» – E Taormina ne ha anche per le unioni omosessuali, con un parallelismo fra le famiglie mafiose e le coppie gay: «Le prime sono esecrabili sotto il profilo della criminalità, ma sui principi sono un po’ diverse dagli omosessuali. Gli ‘ndranghetisti hanno principi più saldi sulla famiglia, non fanno confusione sui sessi. Questo ce l’hanno. Poi – conclude l’avvocato Taormina – Se trovo uno della ‘ndrangheta frocio me la prendo pure con lui».

(Photocredit: LaPresse)

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“Occupy Paedophilia”. In Russia, si va a caccia di gay

Un video della BBC mostra i sopprusi che i gay russi sono costretti a sopportare. In Russia chi è omosessuale ha paura, la gente li tratta come se fossero criminali, li odia; “Quando c’era l’Unione Sovietica eravamo trattati meglio”.

"Occupy Paedophilia". In Russia, si va a caccia di gay-Redazione- 6 settembre 2013- E’ BBC News che attraverso la diffusione di un video, documenta le azioni di un gruppo di russi, autoproclamatisi vigilantes, che costringono un uomo, presumibilmente gay, a bere la propria urina, ma non sono gli unici attacchi che questo gruppo mette in atto nei confronti di persone omosessuali.

Nel video si vede poi una giovane donna russa, Ekaterina è il suo nome, che imbracciando un fucile d’assalto, racconta come lei, insieme ad altri, sono soliti a partecipare a safari a caccia di gay e pedofili.
Ekaterina dirige la sezione locale dell’organizzazione “Occupy Peadophilia”, il gruppo è noto in Russia, perché durante tutta l’estate sono riecheggiate le notizie dei loro attacchi con tattiche brutali e violente dirette a lesbiche, giovani gay, bisessuali e transgender.

La donna ai microfoni della BBC afferma come la priorità del suo gruppo, e di coloro che ne fanno parte, sia quella di “scoprire e punire i casi di pedofilia, ma – aggiunge – siamo anche contro la promozione e la diffusione dell’omosessualità e se, lungo la strada, incontriamo persone di orientamento sessuale non tradizionale, possiamo prendere due piccioni con una fava.

Per l’attivista gay Larry Poltavtsev, quelli dell’organizzazioneSono come al-Quaeda, una struttura molto vaga formata da cellule indipendenti, mai connessi né controllati gli uni dagli altri: è questa la chiave del loro successo. Ho notato che ogni gruppo ha registrato almeno 10-15 video”.
E i video di cui parla Poltavtsev hanno iniziato ad essere messi online, alcune settimane dopo che è stata approvata la legge di propaganda anti-gay; video in cui venivano documentati  le azioni dei gruppi, che adescavano gli adolescenti gay sui siti di appuntamenti online per poi sottoporli a brutali umiliazioni e torture. Si sono poi verificati anche altri casi in cui, persone non necessariamente affiliate a “Occupy Paedophilia”, hanno aggredito pubblicamente delle persone solo perché omosesssuali, e nessuno è mai intervenuto a fermarli.

Il giornalista della BBC, Steve Rosenberg, infine, si è recato a visitare un locale gay a Sochi, la città dove si terranno le prossime Olimpiadi Invernali, per capire com’è essere omosessuali in Russia. Il co-proprietario del locale, Andrei Tanichev dice senza mezze parole: “Durante l’Unione Sovietica, l’omossessualità era un reato, ma i gay venivano trattati meglio che al giorno d’oggi. Le persone comuni ci vedono come dei criminali, ci odiano”. Molti gay hanno così cambiato il proprio modo di vestire, si sono tolti gli orecchini, hanno cambiato taglio di capelli, per non dare nell’occhio, per evitare problemi.

La speranza è che le Olimpiadi invernali rendano la Russia un Paese un po’ più tollerante e che i gay si sentano più al sicuro a casa propria.

 

http://www.articolotre.com/2013/09/occupy-paedophilia-in-russia-si-va-a-caccia-di-gay/202276

Cinema e omofobia: il contesto sociale pesa più della religione

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La Mezzaluna rosa, sezione “gay e islam” del Torino Glbt Film Festival ha mostrato documentari e film su situazioni palestinesi, iraniane, marocchine, turche. Su coppie o relazioni miste a Berlino o a New york. E un filmone con tutto dentro, dal musicale al melò, girato in Libano. Quasi sempre c’è di mezzo l’Occidente, dall’autore che non ha nulla a che fare con l’Islam ma è incuriosito, come l’olandese (di origine indonesiana) Chris Belloni, al belga che esplora la Turchia, al libanese doc sì, ma che ormai vive negli Usa.

Unica eccezione, non ve l ‘aspettereste mai, è l’Iran. Tutto iraniano il film pro-transessuali: una storia educativa, promozionale, un film che si inserisce perfettamente nel filone antidiscriminatorio. Un film uscito e proiettato in Iran! Ma riguarda strettamente il tema parallelo della transessualità, che in Iran è trattato in modo completamente diverso, anzi opposto rispetto all’omosessualità. Lo Stato iraniano riconosce che il sentirsi uomo in corpo di donna o viceversa è qualcosa di innato, un problema che non va affrontato con la repressione ma con l’accettazione e l’operazione. Ma le vecchie generazioni non sono preparate e Adineh- Eddie alla fine va a operarsi in Europa.

ilfattoquotidiano.it

Lo “scienziato” del M5S: I bimbi che si vaccinano diventano omosessuali

Sui MeetUp grillini le teorie di Gian Paolo Vanoli: “L’Aids non esiste”. E ancora: “Per curarsi basta bere l’urina, io lo faccio da anni…

La medicina secondo il grillino Gian Paolo Vanoli è un sapere oscuro. Basta fare una veloce incursione nei MeetUp del Movimento 5 Stelle per capire che le teorie dello “scienziato”, che si definisce consulente in scienza della nutrizione e medicina naturale, sono follia allo stato puro. Ecco alcune chicche: “Le vaccinazioni provocano l’omosessualità”, “L’Aids non esiste”, “Bere la propria urina cura tutto, anche il cancro”. E ancora: “Basta l’ipnosi per non ingravidare una donna”. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

A far salire alla ribalta Vanoli, giornalista investigativo che da quarant’anni si occupa di salute, è stato il sito Vice che lo ha intervistato per dare un volto ai grillini che affollano i MeetUp del movimento fondato da Beppe Grillo. “Una delle cose peggiori che puoi fare al sistema immunitario è vaccinare un bambino. I vaccini stroncano la formazione del sistema immunitario”, ha spiegato lo “scienziato” che punta a far diventare legge l’abolizone della vaccinazione. “Al movimento  interessano le mie idee – ha spiegato – sono un attivista e mi sto attivando proprio per cambiare queste cose attraverso il Meetup Lombardia 5 Stelle. Se va lì trova tutto il mio lavoro in questo senso. Porto sempre informazioni e idee per permettere a tutti una scelta consapevole e bandire così la piaga dei vaccini”. I dirigenti lombardi del M5S hanno subito smentito che Vanoli abbia mai ricoperto cariche nel movimento. Tuttavia, come fa notare il settimanale Oggi, le teorie di Vanoli imperversino incontrastate sul MeetUp regionale ufficiale del M5S. “In mancanza di sedi fisiche e giornali, è questo il sito dove svolge tutto il dibattito politico del movimento – spiega Mauro Suttora su Oggi – insomma, non si tratta di un posto dove il primo arrivato può scrivere quello che vuole. Bisogna ‘registrarsi’ con tanto di documento d’identità e foto”.

Ma diamo una scorsa alle teorie – a dir poco strampalate – di Vanoli. “Quando il vaccino viene introdotto nel bambino, questo poi cresce e cerca di trovare una propria personalità, e se questa viene inibita dal mercurio o dalle sostanze vaccinali che si introducono nel cervello diventa gay – spiega lo scienziato – il problema lo sentiremo soprattutto nelle prossime generazioni, perché quando abbiamo un omosessuale che genera una figliolanza questi si porteranno dietro il Dna dell’ammalamento del genitore”. Secondo Vanoli, l’omosessualità è una malattia: “Anche se l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità, ndr) ha deciso che non lo è. Chissenefrega! La realtà è che è così. Ogni vaccinazione produce omosessualità, perché impedisce la formazione della personalità. È una microforma di autismo, se vogliamo. Lei vedrà quanti omosessuali ci saranno nelle prossime generazioni, sarà un disastro”. Vanoli è addirittura riuscito a fare inserire nel programma ufficiale del M5S la proposta di togliere l’obbligatorietà dei vaccini. Misura peraltro inutile dal momento che in Lombardia i genitori possono evitare la vaccinazione dei propri figli con il “dissenso informato”.

Vanoli, che bolla l’Aids come un’invenzione, ha “brevettato” una cura capace di sconfiggere anche il cancro: un bicchiere di urina e tutto passa. “Per curarsi serve l’urinoterapia – spiega – per quattro anni ho bevuto la mia urina. Non la prima della giornata, la seconda. Un bicchiere, ogni dì. E posso dire che alla mia età è stata davvero una terapia eccezionale”. A detta di Vanoli, alla moglie 70enne sarebbero tornate pure le mestruazioni. “L’ho insegnata a dieci, forse ventimila persone – conclude – è una cosa che circola sull’onda del popolo, come la chiamo io. Ho ricevuto tantissime testimonianze e ringraziamenti”. Il M5S lo tiene così in considerazione da fargli chiudere la campagna elettorale a Lissone (lo scorso 22 febbraio) con una serata sui vaccini.

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Coppia gay insultata in banca: siete froci e non uomini

“Froci” e, quindi “non uomini”. Così una coppia gay, due  medici di Palermo, si è sentita chiamare da una addetta allo sportello di una banca della città. I due erano andati nell’istituto per delle semplici commissioni ma sono, raccontano e denunciano, stati insultati dalla bancaria.

A raccontare il tutto è l’AdnKronos che riporta la testimonianza di uno dei due medici, un pediatra di 34 anni:

“Quello che è accaduto è gravissimo. Io e il mio compagno Augusto, un ginecologo, questa mattina siamo andati in banca per un disguido che si era verificato su un assegno e mentre uscivamo dalla filiale nell’area che separa le casse dall’uscita, senza alcun motivo siamo stati aggrediti verbalmente e pubblicamente con ingiurie, in presenza degli impiegati e dei clienti da una dipendente bancaria. Ci ha detto: “Mi auguro di non avere mai a che fare con due medici come voi, pezzenti, non siete uomini, froci!

I due, quindi, si sono rivolti ad un avvocato ed hanno deciso di sporgere denuncia:

“La citerò in giudizio – spiega sempre il pediatra – sia penalmente che civilmente. In caso di risarcimento devolverò il ricavato all’Arcigay e alle associazioni che si battono per la causa degli omosessuali. Non è pensabile che nel 2013 ci sia ancora una omofobia così estesa”.Fonte

Outlook.com:Microsoft appoggia i matrimoni gay con uno spot

L’apertura di Microsoft nei confronti dei matrimoni gay non è una novità: già un anno fa infatti, l’azienda di Redmond si schierò insieme ad altre cinque società (Vulcan, NIKE, RealNetworks, Group Health Cooperative e Concur) per supportare la proposta di legge destinata a legalizzare l’unione tra persone dello stesso sesso nello stato di Washington, nel quale si trova Redmond.

Una scelta dettata anche da motivi strettamente aziendalisti, oltre che morali: secondo Microsoft infatti, l’uguaglianza del matrimonio gay a Washington permetterebbe agli impiegati di essere alla pari di quelli negli altri stati che li riconoscono, dando all’azienda la possibilità di competere nella ricerca di talenti senza che essi vengano discriminati per il loro orientamento sessua

Oggi, Microsoft ha deciso di compiere un altro passo in avanti, pubblicando il nuovo spot di Outlook.com che potete vedere a capo post. Intitolato Up to date, il video mostra uno stunt all’opera ma anche due donne sposarsi con tanto di felicitazioni via Outlook da parte di un’amica.

Al di là delle questioni legate ai matrimoni gay, la nuova pubblicità punta anche a esaltare la possibilità di usare Outlook come modo per rimanere aggiornati sui contenuti legati ai propri contatti, provenienti anche da servizi esterni come Facebook e LinkedIn.

Neowin.net