Papa Luciani al suo insediamento: “Il mio primo dovere è liberare la Chiesa dalla massoneria”. Morì trenta giorni dopo

Morte Papa LucianiNessuno intende entrare nel merito se Papa Luciani sia morto di morte naturale o sia stato assassinato, l’unica cosa certa è che la scomparsa del pontefice è ancora circondata da troppi misteri, da troppi interrogativi senza risposta.Altra certezza era la pervicace ostilità di Albino Luciani nei confronti della Massoneria, sin da quando vestiva la porpora cardinalizia.

La sera prima della sua morte, Papa Luciani ebbe un violento alterco con il cardinale Baggio, porporato che non ha mai smentito la sua vicinanza a grembiuli e compassi. O le conversazioni durante le passeggiate nei giardini vaticani che il papa teneva con il cardinale Villot, nome massonico Jeanni, iscritto in una loggia di Zurigo, numero tessera 041/3.

Il Papa diceva al Cardinal Villot: “Mio primo dovere è di liberare la Chiesa dalla massoneria”  precisando “cominciando dalla Segreteria di Stato”. Pensieri rivelati alle persone sbagliate certamente, un pontefice quasi ossessionato dal pericolo della massoneria nella chiesa, che sin dal suo insediamento domandava ai prelati che riceveva in udienza privata “Avete qualche documento sulla Massoneria nel vostro Dicastero? Se avete qualche cosa, dovete portarlo a me”.

Diversi porporati antimassonici consegnaro a Luciani corpose documentazioni in merito e il papa non le custodiva nel suo ufficio, ma nella sua camera da letto, precisamente sul termosifone. Ebbene, quando il corpo senza vita del pontefice venne rinvenuto, queste cartelle erano sparite. E c’è chi giura che la sera prima, augurando a Luciani la buona notte, quelle carte erano regolarmente al loro posto.

Una voce circolava insistente nei giorni successivi la morte di Papa Luciani “So chi ha fatto morire il Papa”. Non dico che sono i massoni che hanno fatto morire il Papa, ma constato soltanto questi fatti. E i fatti dicono questo”.

Gli scandali del Vaticano tra orge e incesti

DIMISSIONI DI BENEDETTO XVI, 2013

Le dimissioni di Benedetto XVI sono state un fulmine a ciel sereno: è stato il primo papa a dimettersi in quasi 600 anni, l’ultimo fu Gregorio XII, che lasciò il pontificato nel 1415 per porre fine ad uno scisma. Il pontefice 85enne annunciò che si sarebbe fatto da parte il 28 febbraio per motivi di salute, citando la sua “incapacità di svolgere adeguatamente il ministero che gli è stato affidato.” Salito al potere nell’aprile del 2005, Benedetto fu una scelta sorprendente: nato in Germania, nel 1927, Joseph Ratzinger, fu membro, durante la seconda guerra mondiale, della Gioventù hitleriana. In qualità di cardinale, Benedetto è stata una delle personalità più conservatrici della Chiesa, fatto che stona ulteriormente se pensiamo al Papa Giovanni Paolo II, notoriamente riformista.

PEDOFILIA NELLA CHIESA AMERICANA, 2001 – OGGI

Ci sono sempre state voci riguardo gli abusi sessuali perpetrati dai preti cattolici americani – con un vescovo che ne parlò addirittura nel 1950 – tuttavia il ruolo della chiesa, nel coprire tali misfatti, emerse solo nel 2002 quando il Boston Globe pubblicò un’indagine approfondita sul sacerdote John Geoghan, sospettato di aver molestato circa 150 bambini in un periodo di 30 anni. Geoghan alla fine, sarebbe stato giudicato in sede penale e condannato a 10 anni di carcere (venne ucciso dopo 2 anni di carcere). Il vero scandalo, però, fu che la chiesa non solo sapeva di Geoghan: lo spostarono di parrocchia in parrocchia, lo mandarono in terapia e cercarono di nascondere la cosa, anche dopo il 1998 (anno in cui tornò laico). Dopo il caso Geoghan, vennero scoperti centinaia di fatti simili anche a Los Angeles, dove la Chiesa accettò di pagare, nel 2007, più di $ 600 milioni alle varie vittime.

PAPA PIO XII E L’OLOCAUSTO, 1940

Il rapporto della Chiesa cattolica con il popolo ebraico è sempre stato tumultuoso: solo nel 1965, il Vaticano, respinse l’idea che gli ebrei furono responsabili della morte di Cristo e non riconobbe Israele fino al 1993. Papa Pio XII, che regnò dal 1939 al 1958, fu a lungo conosciuto come “Papa di Hitler” per non essersi impegnato abbastanza per fermare l’Olocausto, soprattutto da quando ricoprì il ruolo di n ° 2 sotto il regno del precedente papa e prima come delegato in Germania. Al Museo dell’Olocausto nazionale di Israele, un pannello a muro critica la condotta di Pio XII durante la guerra, anche se ha subito un “restyling” nel 2012 per includere i casi in cui la “neutralità” della chiesa ha salvato delle vite. Il Vaticano insiste che Pio usasse una diplomazia silenziosa e che, se avesse parlato pubblicamente, ci sarebbero stati molti più morti. In un libro pubblicato nel febbraio 2013, lo storico britannico Gordon Thomas rivendica il fatto che Pio acconsentì alla creazione di case sicure in Città del Vaticano e che ordinò ai sacerdoti di condurre un’operazione segreta per nascondere gli ebrei.

PUBBLICAZIONE CARTEGGI SEGRETI, 1869-1870

Si scopre che i VatiLeaks non sono gli unici documenti segreti ad essere trapelati nel corso della storia. Al Concilio Vaticano I nel 1869, convocato dal Papa Pio IX per discutere sull’influenza strisciante del razionalismo, del liberalismo, e del materialismo, la Chiesa introdusse quello che sarebbe poi diventato uno dei suoi insegnamenti più importanti: l’infallibilità del papa. A quanto pare, però, la sicurezza del Papa non fu così infallibile: dei carteggi segreti del Concilio finirono pubblicati sui giornali tedeschi.

CHIESA NEGA GALILEO E LA SCIENZA IN GENERALE, DAL 600 AL 1992

Galileo Galilei, scienziato del 16 ° secolo, ha dichiarato che la Terra è un pianeta del sistema solare che orbita intorno al sole. Questo, naturalmente, andava contro gli insegnamenti della chiesa, la quale vedeva la Terra come il centro dell’universo di Dio. Quando Galileo pubblicò le sue scoperte, la chiesa vietò il libro, gli ordinò di comparire davanti all’Inquisizione di Roma. Non ci vuole un genio per capire cosa accadde in seguito: Galileo, 68enne e malato, ritrasse pubblicamente le sue scoperte. Purtroppo, non visse fino al 1822, quando la Chiesa finalmente tolse il divieto sul suo libro. Il Vaticano nel 1960 approvò i risultati di Galileo e nel 1992, Papa Giovanni Paolo II chiese scusa per le azioni intraprese contro Galileo.

PAPA LEONE X E LE INDULGENZE, 1513-1521

Papa Leone X all’inizio del 1500, permise e attivamente incoraggiò, i cattolici a pagare per i loro peccati in modo da ottenere il perdono. Ma non temete, non era del tutto privo di scrupoli: mise prezzi più alti su peccati come l’omicidio e l’incesto. Da questo evento, Martin Lutero, un monaco oltraggiato, creò uno scisma con le sue novantacinque tesi. Il resto, naturalmente, è storia protestante.

PAPA GIULIO II, ACCUSATO DI ATTI OSCENI, 1511

Per iniziare, Giulio rilasciò la dispensa che permise ad Enrico VIII di sposarsi con Caterina d’Aragona, nonostante fosse stata sposata in precedenza. Chiaramente non era un fan del celibato ecclesiastico, Giulio fu padre di almeno una figlia illegittima ed ebbe diverse amanti. Nel 1511, la chiesa lo accusò di atti sessuali osceni, definendolo un “sodomita coperto di ulcere vergognose.” Era noto per trascorrere la maggior parte del tempo con fanciulli e prostituti di sesso maschile, è il primo papa noto ad aver contratto la sifilide. Venerdì Santo del 1508, era così devastato dalla sifilide che non riuscì nemmeno a continuare la Messa. La sua eredità non è tuttavia completamente negativa: un grande mecenate delle arti, Giulio posò la prima pietra della nuova Basilica di San Pietro, era amico di molti grandi artisti del tempo e commissionò a Michelangelo il soffitto della Cappella Sistina.

ALESSANDRO VI, IL PEGGIOR PAPA DI SEMPRE, 1492-1503

Gli storici concordano sul fatto che Papa Alessandro VI sia stato il peggiore tra i papi. Membro della famigerata famiglia Borgia, Alessandro divenne famoso per aver organizzato orge, inclusa la “Giostra delle puttane”, nel 1501, in cui 50 spogliarelliste di epoca medievale si denudarono attorno al papa. Alessandro e la sua famiglia gettavano poi a terra del cibo per far combattere le donne – e l’uomo che faceva sesso con il maggior numero di donne avrebbe ottenuto gioielli e abiti raffinati. Ma non è tutto. Alessandro ebbe sei figli e tre figlie da donne diverse. Morì per una mela avvelenata.

INNOCENZO VIII E L’ETA’ DELL’ORO DEI BASTARDI, 1484-1492

Innocenzo si vantava dei suoi “bastardi”, avendo riconosciuto pubblicamente otto figli illegittimi ( anche se si sospetta che fossero molti di più). Non fece solo sesso, perseguito e ampliò la crociata della Chiesa contro la stregoneria nel 1484.

SISTO IV HA UN BAMBINO CON LA SUA SORELLA, 1470

Pensateci la prossima volta che visitate la Cappella Sistina: è stata commissionata da Sisto IV, il quale aveva sei figli illegittimi, uno dei quali fu il risultato di una relazione incestuosa con la sorella. Raccolse una tassa sulle prostitute della chiesa e incaricò dei sacerdoti di prendersi cura delle amanti, sotto il suo regno crebbe l’omosessualità tra i sacerdoti.

PAPA GIOVANNI XII UCCISE UN UOMO, TRASFORMO’ IL PALAZZO PAPALE IN UN BORDELLO E ALTRO, 955-64

Alessandro VI, forse, avrà offeso Papa Giovanni XII detenendo il titolo di peggior papa della storia. Non solo Giovanni XII era considerato pigro e infantile, fu accusato di invocare demoni, compiere omicidi, mutilare le persone, piromania e gioco d’azzardo. Il suo regno come papa non durò a lungo, morì infatti a circa 25 anni, presumibilmente a letto con una donna sposata. Ah, giusto: è stato anche accusato di aver trasformato il palazzo papale in un “bordello” compiendo adulterio con sua nipote e con la fidanzata del padre.

LA PAPESSA GIOVANNA, LA PRIMA DONNA PAPA. 800

No, questa non è la trama di un romanzo di Louise Erdrich. C’è un racconto mitico di una donna conosciuta come Papessa Giovanna, che nel 9 ° secolo si travestì da uomo e servì come pontefice per due anni. Anche se la Chiesa cattolica respinge in toto questa tesi, ci sono circa 500 cronache che narrano della sua esistenza. Si ritiene sia nata a Mainz, in Germania, la papessa sarebbe stata portata ad Atene “vestita con abiti da uomo procurati da un suo amante.” Da lì, si crede abbia viaggiato verso Roma, dove divenne una cardinale e poi papessa. Com’è stato scoperto il suo segreto? Secondo la leggenda, andò in travaglio a 2 anni e mezzo del suo regno. Qui la storia diventa meno chiara, alcuni dicono che il bambino venne ucciso sul posto (probabile) altri che venne mandata in un convento e suo figlio crebbe fino a diventare vescovo di Ostia (molto improbabile, ma romantico).

UN PAPA NERO, 189-199

Nel passato la maggior parte dei papi erano italiani, tuttavia il papa Vittore I era originario del Nord Africa, e fu certamente d’impatto per la Chiesa: fu lui che cambiò il linguaggio della Messa dal greco al latino. Vittore I da allora è stato canonizzato e la sua festa si celebra il 28 luglio.

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Papa, il web lo vuole povero e gay-friendly

Il trend ‘Vogliounpapache’, una sorta di fantaconclave dove ognuno immagina su Twitter il Pontefice che vorrebbe, mescola infatti un po’ di polemica, qualche battuta, non poche incomprensioni

Chiusi nella Cappella Sistina e isolati dal mondo, i cardinali chiamati a eleggere il prossimo Papa non avranno la possibilità, il tempo e la voglia di dare un’occhiata alle richieste loro rivolte dal popolo di internet. Non che si perdano granché: il trend “Vogliounpapache”, una sorta di fantaconclave dove ognuno immagina su Twitter il Pontefice che vorrebbe, mescola infatti un po’ di polemica, qualche battuta, non poche incomprensioni, molti inviti a un maggiore “modernismo” ma, in fin dei conti, ben pochi consigli realmente utili per rilanciare la Chiesa dopo il clamoroso gesto di Ratzinger. Di sicuro gli utenti di Twitter chiedono più attenzione ai temi inerenti i diritti civili (tematiche di genere innanzitutto), più chiarezza sulla pedofilia e meno sfarzo da parte delle alte gerarchie. Roberto Pellico, per esempio, scrive “Vogliounpapache che sappia riconoscere che anche l’amore gay è amore. Che non è importante chi si ama. Ma come lo si fa”. Annalisa Orsi vuole più apertura, quasi fisicamente: “Vogliounpapache cammini in mezzo alla gente e non stia rinchiuso come un re nel suo castello”. Andrea Santoboni vorrebbe uno svecchiamento delle procedure: “Vogliounpapache abolisca le lingue morte perché il messaggio di Gesù è vivo, nonostante molti si impegnino a farlo sembrare morto!”.

Non poca la diffidenza verso la Curia. Carmelo Lopapa scrive: “Vogliounpapache sia lontano lontano lontano da cardinal Richelieu travestiti da segretari di Stato”. Non manca la richiesta di una Chiesa più ecologica: “Vorrei sentir uscire dal conclave un Papa attento alla natura. Ecco vogliounpapache sia green. Mi sembra il minimo no?”, scrive Heraclea. Simone Sassoli la butta sull’economia: “vogliounpapache non prenda l’8×1000”. Cupid is stupid la butta decisamente sulla retorica spicciola: “Vogliounpapache invece di usare twitter, ipad e vestiti di marca vada in africa e regali vaccini per tutti i bimbi che muoiono ogni giorno”. Non manca, tuttavia, qualche voce in controtendenza, come Animamigrante, che vorrebbe meno, e non più, modernità: “Vogliounpapache sia fondamentalmente un ortodosso della liturgia Cattolica”.

Non manca chi chiede rivelazioni teologiche di dubbia ortodossia: “Vogliounpapache dica finalmente la verità al mondo: Dio esiste, ma è cattivo”. Ci sono poi le richieste surreali, ironiche, al limite dell’irriverenza. Luke MacAjvar vorrebbe un Pontefice che “abolisca le birre piccole”, Angelo Milano spera invece in un successore di Pietro che “la domenica venga a giocare a calcetto”. Ma i più divertenti sono coloro che sbagliano trend e leggendo male l’hashtag si alsciano andare a richieste ancor più stranianti. “Vogliounpapache. Mi dia la buonanotte ogni sera e non tramite un telefono”, scrive zaynscharm, che evidentemente crede di vantare conoscenze molto influenti in Vaticano oppure ha semplicemente letto “papà” al posto di “Papa”. “Ma solo io ho letto ‘panchek’ insomma quella roba che si mangia?”, si chiede I’m Strong, che peraltro sbaglia ancora l’ortografia di pumcakes. “Ho letto vogliounapache. Ovviamente l’elicottero”, confessa candido Black Mamba, mentre KessOssigeno mescola tutto e legge: “Voglio un papa apache”. Nella Chiesa cattolica non è mai regnata tanta confusione.Fonte

Parroco brucia la foto di Benedetto XVI durante la messa.Questo Papa è come Schettino

IMPERIA – “Un pastore non lascia mai il suo gregge. Chi lo fa è un Francesco Schettino”. Poi ha bruciato la foto di Papa Benedetto XVI durante la messa del 3 marzo. Reagisce così alle dimissioni del Papa Don Andrea Maggi, parroco ultraortodosso della chiesa di Castel Vittorio, un piccolo borgo di 350 abitanti nell‘entroterra di Ventimiglia.

Il Papa non si è dimesso, ha abbandonato, secondo don Maggi. E davanti ai fedeli esterrefatti, tra cui molti bambini, ha dato fuoco all’effige dell’ex Papa ormai solo emerito. Un episodio che ha scosso anche la Curia, con la diocesi di Sanremo che lo ha condannato come “esecrabile”.

Prima ha posto la foto di Ratzinger ad un candelabro, poi l’ha accostato alla fiamma di una candela. A riferire la scena dell’icona bruciata è il sindaco del piccolo borgo, Gianstefano Orengo: “E’ stato un gesto scioccante, commesso davanti anche a una decina di bambini. Capisco che don Andrea stia attraversando un periodo piuttosto delicato dal punto di vista psicologico. Ma è comunque un gesto molto grave”.

Il sindaco Orengo spiega che quello di don Andrea è stato il segno di un suo personale malessere: ”Credo sia stato l’apice di alcuni discorsi che continuava a ripetere negli ultimi tempi. Sosteneva che bisogna togliere dalla chiesa tutte le immagini dei Santi, delle Madonne e di Padre Pio. Perché l’ortodossia che lo richiede”.  Un gesto che comunque non è stato giustificato dal sindaco, né tanto meno dalla Curia, che l’ha definita “un’azione esecrabile che ha recato un grave danno e turbamento della comunione ecclesiale”

Ma a stupire sono le parole di don Andrea Maggi, che ai fedeli insorti e fuggiti e al Papa “traditore” dà dello “Schettino”: “Questo è un papa? Non può essere un pastore, un papa, perché ha abbandonato le sue pecorelle. Il Papa e pure voialtri siete tutti degli Schettino”.

Offesa, quella di Schettino, ripetuta anche più tardi in risposta al vescovo di Ventimiglia che esecrava il suo gesto: “Ha 75 anni, pensi ai fatti suoi”.

La lobby omosex in Vaticano

Concita De Gregorio scrive su Repubblica “Per la prima volta la parola omosessualità è stata pronunciata, letta a voce alta da un testo scritto, nell’appartamento di Ratzinger. Per la prima volta è stata scandita, sebbene in latino, la parola ricatto: «influentiam»”.

E il Papa si sarebbe dimesso per questo. Traffici gay tra alti prelati e laici esterni al Vaticano, oscure trame; magari servizi segreti, magari qualche Bond-boy in azione. Chissà.

O si parla invece di un ricatto nei confronti del Papa, dal momento che sono circolate voci piuttosto diffuse sulla sua omosessualità?

Forse per il suo abbigliamento così fashion di cui ha parlato anche il telegiornale? (intrattenendosi a lungo fra l’altro sulle sue graziose scarpette, tradizionalmente rosse a simboleggiare il sangue del martirio).

Oppure per l’esplicita affermazione di una teologa tedesca, Uta Ranke Heinemann, cattolica, ma poi scomunicata per le sue interpretazioni non conformi alla dogmatica sulla verginità di Maria, e autrice di un libro di una certa notorietà “Eunuchi per il regno dei cieli”.

È stata anche compagna di studi universitari di Joseph Ratzinger, di cui ha detto: “Era l’ideale compagno di studi per una donna. Dava l’impressione di essere completamente asessuato, il partner perfetto per studiare in sale vuote e con poca luce. Durante gli anni però è cambiato molto, i suoi sguardi verso altri cardinali, come con Tarcisio Bertone, lasciano trasparire un guizzo negli occhi verso i corpi maschili che prima non aveva”. Caspita, parole forti!

Parole forti che non risparmiano la Chiesa: “Da duemila anni la Chiesa ha impostato una linea di così forte ostilità nei confronti della sessualità che sarà impossibile cambiarla, basti pensare al fatto che il Papa ammonisca i giovani su tre cose, la droga, l’alcol e il sesso. Per loro il sesso appartiene solo al bordello“.

Comunque sia parliamo, ormai si sa, dell’inciso riguardante la relazione della commissione d’indagine, voluta dal Papa e presieduta dal cardinale Julian Herranz, che ha cercato di gettare luce sulle oscure trame interne alla Curia vaticana. Oscure trame che gli ‘inquisitori’ hanno tentato di dipanare con decine e decine di interviste, controlli incrociati, verifiche, domande, dice la giornalista, individuando infine “una rete di lobby che i tre cardinali hanno diviso per provenienza di congregazione religiosa, per origine geografica. I salesiani, i gesuiti. I liguri, i lombardi”

“Infine – continua – quel giorno di ottobre, il passaggio più scabroso. Una rete trasversale accomunata dall’orientamento sessuale”. E, per la prima volta, la parola “omosessualità” sarebbe stata scandita fra le felpate mura.

Mettiamo fra parentesi i mille rivoli di questa inchiesta in cui, appunto, gli interessi nazionali, addirittura regionali, ed economici (fortissimi si suppone) si intrecciano fino a creare la più aggrovigliata e inestricabile (e probabilmente indicibile) ragnatela melmosa e putrescente che si nasconde dietro la ieratica facciata della Gran Basilica. Ci vorrebbe ben più di qualche giornalista per arrivarne a capo (ma nel frattempo sarebbe anche ora che il “popolo” cristiano si svegliasse un po’).

Limitiamoci alla banalità di quella “prima volta” in cui la parola omosessualità sarebbe stata pronunciata fino a – ipotizziamo – toccare la somma sensibilità ratzingeriana (o i suoi scheletri nell’armadio).

Non è certo il termine in sé che costituisce una novità; omosessualità è stata spesso tirata in ballo a proposito dell’infinito scandalo pedofilia (e ancora non c’è né chiarezza, né adeguate punizioni per i prelati coinvolti), come ebbe a dire tempo fa il cardinal Bertone, irritando molti benpensanti del politically correct per l’accostamento tra omosessualità e pedofilia, accostamento che peraltro era già stato ampiamente fatto – e rivendicato – dal massimo teorico del movimento omosessuale italiano Mario Mieli. Ragion per cui, parlando di pedofilia, non deve stupire l’accostamento con l’omosessualità se è vero che “l’82% di tutte le presunte molestie consumate (da parte di ecclesiastici, ndA) tra il 1950 e il 2002 aveva come vittime dei maschi”.

Ma anche il termine “omosessuale” accostato a “lobby”, che fa nell’insieme una locuzione in stile molto Dan Brown, non è affatto una novità. Ne scrivevo quasi un anno fa, riferendomi ad un libro di un prete polacco, padre Tadeusz Zaleski, in cui l’esistenza di una ‘lobby omosessuale’ in Vaticano era descritta come qualcosa di ben più reale che una semplice ipotesi. E c’è chi ha scritto esplicitamente di un “golpe omosessualista” nella Chiesa.

Mi sembra di ricordare, ma non sono riuscito a ritrovare le fonti, che di lobby omosex in Vaticano si parlasse già almeno sei o sette anni fa; guardacaso proprio quando il Papa sussurrava “Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi”. Era il 24 aprile 2005.

Il 28 febbraio prossimo venturo ci sarà la Grande Fuga (quindi ha vinto la Grande Paura?).

Poi sarà come andare al cinema: un gigantesco tutti contro tutti, con i Cani del Signore che cercheranno di scacciare i Lupi Porporati e viceversa. Avevo già detto che “prima o poi tutti gli Imperi crollano, anche quelli dello Spirito (Santo)”.

Non so se già ci siamo, ma di sicuro tutto questo somiglia molto alla Caduta dell’Impero Romano.

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Le offshore del vaticano


Non solo immense proprietà in Italia, la Chiesa ha accumulato proprietà immobiliari, e di altissimo pregio, anche in altre città europee. E non si tratta affatto di conventi o di immobili dedicati alle opere di carità.

Il Guardian ha scovato una serie di proprietà tipo il negozio di Bulgari su New Bond Street o un edificio nell’elegantissima zona di St. James’s Square, all’angolo con Pall Mall.

Ma la cosa più significativa dell’articolo del Guardian è che per trovare a chi appartenessero quegli immobili i giornalisti hanno dovuto impegnarsi in approfondite ricerche: il Vaticano, infatti, si avvale di una struttura di società offshore e che anche i referenti individuati, alla richiesta del giornale di rendere nota la proprietà, si sono trincerati dietro la facoltà di mantenere quelle informazioni riservate.

Il Guardian va oltre Londra e accenna ad altre e altrettanto prestigiose proprietà immobiliari che fanno capo al Vaticano, a Parigi per esempio. E sottolinea come questo “impero” sia stato costruito negli anni utilizzando, in origine, il denaro ricevuto da Mussolini in cambio del riconoscimento del regime fascista da parte del Papa. Il quotidiano, infine, menziona di aver contattato al riguardo il nunzio apostolico a Londra, l’arcivescovo Antonio Mennini, che però non ha commentato.Fonte