Rimini, sesso orale in strada: sul web impazza la foto-scandalo

Sul web impazza la foto-scandalo fatta da un passante che ha immortalato una coppia mentre faceva sesso orale, in strada, fuori da una discoteca di Rimini

sesso orale in strada

Una coppia è stata immortalata fuori da un discoteca, qualche sera fa a Rimini, mentre in un angolo di strada faceva sesso orale. I passanti sbalorditi, incuriositi e divertiti per lo ‘spettacolo’ che si svolgeva dinnanzi ai loro occhi, li hanno fotografati diffondendo la foto su Facebook.discoteca

I due protagonisti, evidentemente travolti dalla passione e incuranti del via vai di persone alle loro spalle, non hanno interrotto le loro fin troppo passionali effusioni, continuando a consumare il rapporto orale dopo una serata anni ’80 in discoteca a base di tanto, tanto alcol.

La perfomance della coppia è diventata in breve tempo virale ed ora su Facebook è caccia all’identità dei protagonisti che, come si evince dalla foto, non sono visibili in volto. Un atto osceno in luogo pubblico che per ora, oltre la foto-scandalo, non conosce l’identità dei due, diventati a Rimini dei veri e propri idoli. La Rete è scatenata, chissà se riuscirà a risalire all’identità della focosa coppietta.

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Olgettine: chiedono sesso orale in strada per 50 euro

 

 

«Alle Olgettine chiedono sesso orale in strada per 50 euro»

 

 

 

Silvio Berlusconi denuncia il triste destino delle Olgettine: nell’intervista al Sunday Times racconta di episodi veramente sgradevoli che sono capitati alle ragazze protagoniste delle cene eleganti. Ad esempio:

 

 

 

Le “cene eleganti” con le ragazze del bungabunga? “Un’idea di Emilio Fede”, ma lui fortunatamente non ha “mai dovuto pagare per il sesso”. Ruby Rubacuori? “Disse di essere egiziana, imparentata con il presidente Mubarak e di avere 24 anni”. Le altre giovani donne che parteciparono alle sue cene, e che lui aiutò solo per generosità, “sono devastate, non riescono più a trovare un fidanzato, un lavoro, qualcuno che affitti loro una casa” e aggiunge che vengono continuamente fermate per strada con richieste di fare sesso orale per 50 euro da uomini che dicono di non esser ricchi come il Cavaliere. Nega di averne comprato il silenzio al processo.

 

Le Olgettine protagoniste delle cene di Berlusconi:

 

 

Il sesso e l’inferno delle rifugiate siriane

 

Una donna siriana.

 

Arrivano a centinaia ogni giorno, con i bimbi piccoli appresso e i figli adolescenti prestati alla guerra.
Raggiungono la Giordania con mezzi di fortuna, a volte a piedi, a volte al seguito di parenti, su macchine cariche all’inverosimile di merci e di speranze.
LASCIARE L’INFERNO ALLE SPALLE. Le donne siriane vogliono lasciarsi l’inferno alle spalle: cercano pace e sicurezza dopo due anni di bombe e sangue. Ma, sempre più spesso, nei campi profughi allestiti per raccoglierle trovano sfruttamento e violenza sessuale.
EVITARE IL PECCATO DELL’ADULTERIO. La nuova prigione si chiama misyar (matrimonio temporaneo): uno strumento messo a disposizione dall’Islam agli uomini di fede per evitare il peccato di adulterio.
Il misyar (legale solo in Arabia Saudita ed Egitto) permette a un uomo e a una donna di avere rapporti sessuali, anche se non vivono nella stessa casa.
È un’usanza molto diffusa tra i ricchi maschi del Golfo, soliti stipulare matrimoni temporanei per sollazzarsi in vacanza per poi abbandonare le “mogli” al termine del soggiorno.
“MERCE DA SFRUTTARE” A BASSO COSTO. E i nuovi campi profughi son diventati immensi mercati di donne senza mezzi. Quindi comprabili e sfruttabili a basso costo.
«Le donne sole sono costrette a ricorrere a rischiose strategie di sopravvivenza, come il matrimonio temporaneo oppure a scambiare prestazioni sessuali in cambio di cibo o di un posto dove vivere», spiega a Lettera43.it Asmaa Donahue, responsabile dell’International rescue committee, una delle associazioni che aiutano le profughe.
Il campo di Zaatari, nel Nord-Ovest della Giordania, è diventato, secondo i rapporti di tutte le associazioni presenti sul territorio, il più trafficato centro per matrimoni rapidi tra donne siriane e uomini provenienti da altri Paesi, in particolare i ricchi affaristi del Golfo.

Madri e figlie costrette ad accettare

Rifugiate siriane in un campo profughi in Giordania.

 

Il business è facile e la scelta ampia. Le ragazze siriane, infatti, normalmente sono senza mezzi e non hanno l’opportunità di avere una mahr, la dote prevista dalla tradizione islamica: quindi non hanno alcuna possibilità di contrattare o rifiutare una proposta.
Non solo: molte madri non sanno cosa altro fare con le loro figlie. Conoscono i rischi di queste unioni, ma le accettano nella speranza che portino a un matrimonio duraturo e normale.
EPILOGO SPESSO TRAGICO. Ma l’epilogo, spesso, è tragico. Quando i mariti si stancano delle giovani, normalmente nel giro di poche settimane o mesi, le rimandano indietro alle loro famiglia. Nessuno può opporsi, perché il matrimonio non è legalmente registrato presso il governo giordano, essendo riconosciuto dall’Arabia saudita ma non dalla Giordania.
PROSTITUIRSI PER SOPRAVVIVERE. E le ragazze abbandonate dai loro mariti misyar cadono in disgrazia nella comunità e molto spesso sono costrette a prostituirsi per sopravvivere.
Il fenomeno dei matrimoni temporanei ha addirittura creato nuove opportunità di occupazione.
UN LAVORO DA BROKER MATRIMONIALE. Um Majid, un 28enne scappato da Homs, la città simbolo della resistenza a Bashar al Assad, a Zaatari lavora come broker di matrimoni. «Tutto è iniziato quando un’organizzazione locale mi avvicinò per chiedermi se conoscevo belle ragazze», racconta senza nascondere la vergogna.
«La maggior parte della mia attività si svolge attraverso il passaparola. Ma a volte devo cercare di persona le potenziali spose per i miei clienti», prosegue.
«Per me questo lavoro rappresenta la sopravvivenza», specifica come a giustificarsi, con malcelato imbarazzo.
L’ULTIMA SCELTA DISPERATA. A causa dello stigma che in Medio Oriente si associa alla prostituzione è estremamente difficile ottenere informazioni sulla sua diffusione nella comunità dei rifugiati. Gli operatori umanitari locali sembrano rifiutarsi di ammetterne l’esistenza. Ma chi ne parla, tra molte resistenze, precisa che si tratta di un comportamento disperato, scelto da chi non ha realmente altro mezzo per sopravvivere.
Come la giovane 16enne a capo coperto rispedita indietro dopo essere stata sposata sei mesi con matrimonio misyar: al suo rientro era un disonore persino per gli abitanti del campo, e vendere il suo corpo è stato il solo modo per potere mangiare.
LE ASSOCIAZIONI UMANITARIE. Le associazioni umanitarie, Unicef in prima fila, lavorano per arginare il fenomeno. Ma i soldi sono pochi e le emergenze tanto. Al momento ci sono circa 250 mila bambini siriani in Giordania e più di 2 mila rifugiati passano ogni giorno la frontiera. Le aspettative, secondo l’Unicef, è che i numeri raddoppino entro luglio e triplichino entro dicembre, se la guerra non cesserà.
«I Paesi donatori finora hanno elargito solo un quarto di quanto si erano impegnati a dare per affrontare la crisi, in più gli impegni erano stati presi sulla base di stime nettamente inferiori ala realtà attuale», conclude Asmaa Donahue.
UN BUDGET DA 12 MLN DI DOLLARI. I conti sono facili da fare: l’Unicef nel 2013 ha un budget di 12 milioni di dollari contro i 57 milioni stimati come indispensabili per garantire i servizi minimi ai profughi della guerra di Assad. Così, la responsabile locale, Hydee, conclude amarissima: «Se non riceviamo nuovi finanziamenti mesi prossimi mesi saremo costretti a ridimensionare drasticamente i servizi per i profughi. E temo che di nuovo a pagare il prezzo più alto saranno le donne».

lettera43

L’app del momento:fare sesso con gli amici

In poche settimane dalla sua creazione è stata scaricata da oltre 700 mila persone. Si accede tramite Facebook

Niente più fatica per la ricerca del vestito giusto, l’acconciatura perfetta o il posto ideale per il primo appuntamento. Sono in tanti ormai quelli che prediligono accendere il computer, andare sul sito giusto e trovare l’anima gemella alla velicità di un clic. O, almeno, qualcuno con cui passare piacevoli serate.

Basta cinema e ristoranti, il dating online è una realtà affermata da un po’ di tempo. Siti come Meetic, che conta sette milioni d’iscritti, sono da anni piattaforme d’incontri utilizzate da migliaia di utenti. Ma da qualche mese ai vari Meetic, Gleeden, Girlshop.it, si è aggiunto  una nuova applicazione costruita ad hoc chi vuole fare sesso. Si chiama Bang with friends, letteralmente Sesso con gli amici, è l’applicazione per Facebook che permette di selezionare tra i propri contatti quelli con cui si desidera avere un rapporto sessuale. Nel completo anonimato si scelgono gli amici del social network e se la cosa è reciproca si viene contattati con un messaggio che avverte dell’interesse corrisposto.
A quel punto tocca agli utenti organizzarsi.

In poche settimane, l’applicazione è stata scaricata da oltre 700 mila utenti e, secondo gli ideatori, 130 mila coppie (di letto) sono già state formate. Nell’applicazione è stato riscontrato un problema: sembra essere per eterosessuali. Infatti, consente di scegliere solo tra le foto degli amici di sesso opposto.

E voi? Vi siete mai iscritti a un sito d’incontri? Cosa pensate delle relazioni nate online?

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Sesso e disabilità andare oltre il tabù

Una petizione online e una proposta di legge popolare per istituire la figura dell’assistente sessuale

Roma. Una petizione online con quasi tremila firme raccolte, la nascita di un comitato per il sostegno ad un’iniziativa di legge popolare e a breve la raccolta firme in varie regioni. L’argomento è di quelli tabù: sesso e disabilità. E ancora: l’istituzione in Italia della figura dell’assistente sessuale. A condurre la battaglia, sul suo «destriero a 4 ruote» è Maximiliano Ulivieri. Quarantadue anni, web designer, costretto dalla nascita su una sedia a rotelle a causa della distrofia muscolare e felicemente sposato a Bologna, ha lanciato una petizione online (firmiamo.it/assistenzasessuale) perché «anche nel nostro Paese venga istituita questa figura. In Svizzera, Danimarca, Olanda, Svezia e Germania ci sono associazioni che si occupano di questo tipo di assistenza. Addirittura in Olanda è a carico del servizio sanitario nazionale».

 

Il corpo non solo come fonte di sofferenza

 

Niente a che fare con la prostituzione. «L’assistenza sessuale a persone con disabilità è praticata da operatori volontari che hanno seguito corsi professionali», spiega Max. E aggiunge: «Così il disabile può riscoprire il proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza». Dalla petizione, «serve passare ai fatti, bisogna lavorare in Parlamento». E Ulivieri scrive una lunga lettera a Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle. Il suo è un appello affinché l’argomento disabilità entri nelle corde e nell’agenda del nuovo Parlamento. E non solo per istituire la figura, pure importante, dell’assistente sessuale. «Ci sono altri aspetti da considerare – si legge nella lettera – l’atteggiamento pietistico verso le persone con disabilità», perché in Italia ancora il disabile  è solo un peso «non una risorsa».

 

 

 

L’esperienza all’avanguardia dell’Inail di Roma

 

A frugare bene tra le pieghe di un’Italia che conta circa 3 milioni di persone con disabilità e che negli ultimi 5 anni ha fatto precipitare il fondo per le politiche sociali da 929,3 milioni di euro a 44,6, qualche storia virtuosa c’è. Come l’esperimento messo in campo dall’Inail nella sede di Roma centro. Qui si è appena conclusa la fase uno di un progetto che la «sessualità la mette davvero al centro», spiega Dario Carrus, il medico psichiatra che con Antonio Cardi, chirurgo urologo, ha seguito il progetto “Dal trauma a nuove opportunità relazionali” insieme all’equipe dell’istituto. L’iniziativa prevede un percorso di sostegno «totalmente gratuito» agli assistiti Inail con gravi traumi e ai loro familiari mirato al recupero dell’autonomia nella vita di relazione e al ripristino delle funzioni sessuali. «Un intervento multidisciplinare  – spiega Antonio Napolitano, direttore regionale Inail nel Lazio – per la presa in carico della persona con disabilità non altrimenti rinvenibile in nessuna proposta terapeutica del Ssn o altre istituzioni pubbliche o private». Al progetto – spiega il dottor Carrus – «hanno partecipato persone infortunate fra i 24 e i 60 anni, con lesioni midollari gravissime».

 

Perché la sessualità?

 

Affrontare in modo multidisciplinare la sfera sessuale è un fatto nuovo: l’ipotesi del progetto, poi confermata dagli assistiti, è quella che dal momento del trauma in poi nessuno specialista si era mai occupato della loro vita di relazione o delle possibilità procreative. E stiamo parlando anche di ragazzi giovani…

 

Obiettivi raggiunti?

 

Il primo, semplicissimo, è stato far affrontare la difficoltà della vita sessuale di coppia. Già dopo pochi incontri molti hanno avuto rapporti sessuali soddisfacenti, persino intrapreso la strada della fecondazione assistita.

 

Quindi informazione prima di tutto?

 

Sì. Nessuno degli infortunati sapeva che i mielolesi completi hanno diritto gratuitamente a inibitori delle PdE-2, Viagra per intenderci. Per dare continuità all’attività di consulenza sono stati poi informati i medici di base circa l’esito del progetto…

 

L’auspicio futuro?

 

Che il progetto pilota dell’Inail  possa servire da modello per un nuovo approccio al tema della sessualità e dei disabili.

 

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Lo “scienziato” del M5S: I bimbi che si vaccinano diventano omosessuali

Sui MeetUp grillini le teorie di Gian Paolo Vanoli: “L’Aids non esiste”. E ancora: “Per curarsi basta bere l’urina, io lo faccio da anni…

La medicina secondo il grillino Gian Paolo Vanoli è un sapere oscuro. Basta fare una veloce incursione nei MeetUp del Movimento 5 Stelle per capire che le teorie dello “scienziato”, che si definisce consulente in scienza della nutrizione e medicina naturale, sono follia allo stato puro. Ecco alcune chicche: “Le vaccinazioni provocano l’omosessualità”, “L’Aids non esiste”, “Bere la propria urina cura tutto, anche il cancro”. E ancora: “Basta l’ipnosi per non ingravidare una donna”. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

A far salire alla ribalta Vanoli, giornalista investigativo che da quarant’anni si occupa di salute, è stato il sito Vice che lo ha intervistato per dare un volto ai grillini che affollano i MeetUp del movimento fondato da Beppe Grillo. “Una delle cose peggiori che puoi fare al sistema immunitario è vaccinare un bambino. I vaccini stroncano la formazione del sistema immunitario”, ha spiegato lo “scienziato” che punta a far diventare legge l’abolizone della vaccinazione. “Al movimento  interessano le mie idee – ha spiegato – sono un attivista e mi sto attivando proprio per cambiare queste cose attraverso il Meetup Lombardia 5 Stelle. Se va lì trova tutto il mio lavoro in questo senso. Porto sempre informazioni e idee per permettere a tutti una scelta consapevole e bandire così la piaga dei vaccini”. I dirigenti lombardi del M5S hanno subito smentito che Vanoli abbia mai ricoperto cariche nel movimento. Tuttavia, come fa notare il settimanale Oggi, le teorie di Vanoli imperversino incontrastate sul MeetUp regionale ufficiale del M5S. “In mancanza di sedi fisiche e giornali, è questo il sito dove svolge tutto il dibattito politico del movimento – spiega Mauro Suttora su Oggi – insomma, non si tratta di un posto dove il primo arrivato può scrivere quello che vuole. Bisogna ‘registrarsi’ con tanto di documento d’identità e foto”.

Ma diamo una scorsa alle teorie – a dir poco strampalate – di Vanoli. “Quando il vaccino viene introdotto nel bambino, questo poi cresce e cerca di trovare una propria personalità, e se questa viene inibita dal mercurio o dalle sostanze vaccinali che si introducono nel cervello diventa gay – spiega lo scienziato – il problema lo sentiremo soprattutto nelle prossime generazioni, perché quando abbiamo un omosessuale che genera una figliolanza questi si porteranno dietro il Dna dell’ammalamento del genitore”. Secondo Vanoli, l’omosessualità è una malattia: “Anche se l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità, ndr) ha deciso che non lo è. Chissenefrega! La realtà è che è così. Ogni vaccinazione produce omosessualità, perché impedisce la formazione della personalità. È una microforma di autismo, se vogliamo. Lei vedrà quanti omosessuali ci saranno nelle prossime generazioni, sarà un disastro”. Vanoli è addirittura riuscito a fare inserire nel programma ufficiale del M5S la proposta di togliere l’obbligatorietà dei vaccini. Misura peraltro inutile dal momento che in Lombardia i genitori possono evitare la vaccinazione dei propri figli con il “dissenso informato”.

Vanoli, che bolla l’Aids come un’invenzione, ha “brevettato” una cura capace di sconfiggere anche il cancro: un bicchiere di urina e tutto passa. “Per curarsi serve l’urinoterapia – spiega – per quattro anni ho bevuto la mia urina. Non la prima della giornata, la seconda. Un bicchiere, ogni dì. E posso dire che alla mia età è stata davvero una terapia eccezionale”. A detta di Vanoli, alla moglie 70enne sarebbero tornate pure le mestruazioni. “L’ho insegnata a dieci, forse ventimila persone – conclude – è una cosa che circola sull’onda del popolo, come la chiamo io. Ho ricevuto tantissime testimonianze e ringraziamenti”. Il M5S lo tiene così in considerazione da fargli chiudere la campagna elettorale a Lissone (lo scorso 22 febbraio) con una serata sui vaccini.

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