Redditometro e anagrafe tributaria, una dittatura che ci sterminerà.Ma non a tutti!

Già i consumi sono quelli del dopoguerra, con gente che risparmia sul cibo pur di pagare le bollette e tasse per non vedersi sulla testa la mannaia dell’agenzia delle entrate,e desso arriva la nuova anagrafe tributaria che pretende di entrare nelle nostre tasche e nella nostra vita per renderci schiavi di un potere che arriva dall’europa e dalla nostra politica.

Uno dei punti presentati dalla coalizione del PD in campagna elettorale prevederebbe infatti le cosiddette misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, riducendo il contante e forse in un futuro eliminarlo completamante.In questo modo ogni operaio, impiegato, pensionato dovrebbe avere un conto corrente e pagare le commissioni.Tutto ciò implicherebbe la perdita di libertà e di privacy del cittadino, e di conseguenza ci sarebbe uno stato dittatore che controlla quasi tutti i cittadini, perchè le lobby conoscono i trucchetti per portare ingenti somme nei paradisi fiscali.

Noi poveri ed indifesi cittadini ci troveremo nelle mani del fisco e delle banche, rivoltati come calzini, e stritolati come carne da macello, perchè la politica non guarda al popolo ma al suo interesse.E’, e sarà un clima staliniano dove miseria e povertà saranno la fonte di atti estremi come quelli che già molti italiano hanno fatto a causa della mancanza di lavoro e di danaro.

Questo non è progresso, perchè altrimenti avremmo dovuto avere  uno stato amico,tasse adeguate, servizi sicuri, meno criminalità,ecc…..Aspetteremo tutti supini il nuovo redditometro, con la certezza che tutta la politica italiana poteva e doveva fare di più per renderci un futuro migliore.Oggi assistiamo ad un governo fantasma fatto di fantasmi e burattini che litigano per una poltrona.Assistiamo al declino di Bersani, alla voglia di potere di Berlusconi, alla non sostanza dei grillini che dicono sempre no!….Assistiamo al caso dei marò che è vergognoso.Assistiamo alla lente e agonizzante morte del  popolo italiano….escludendo politicanti e lobby.

Redazione

Vuoi un mutuo?…Se sei cinese non c’è problema,anche se dichiari zero reddito.

Abiti a Prato? Vorresti comprare casa? Ottimo! Se sei cinese puoi farlo, la banca ti concederà il mutuo senza problemi, non serve nemmeno che tu abbia un reddito tale da potertelo permettere.

Siamo veramente arrivati alla frutta, è notizia di questi giorni che il comune di Prato, grazie alla sua attività di lotta all’evasione fiscale, ha scoperto e prontamente segnalato all’agenzia delle entrate, che molti soggetti di nazionalità cinese con dichiarazioni dei redditi al limite della sopravivenza erano in realtà intestatari di beni immobili e auto di grossa cilindrata, alcuni di questi fascicoli sono già stati inviati anche alla procura di prato.

Negli ultimi quattro anni molte banche della zona hanno concesso almeno mille mutui a cittadini cinesi per un importo di ca. 200 milioni di euro, fin qui niente di strano se non fosse che gli intestatari dei mutui non rientrano nei classici parametri di reddito richiesti invece ai cittadini Italiani, una forma di razzismo al contrario.

L’assessore alla sicurezza Aldo Milone, dopo aver accertato che dalle carte a disposizione delle Agenzia delle Entrate, non risulta nessun garante per mutui concessi a persone con redditi anche inferiori ai 5000 euro annui, ha richiesto l’intervento di Bankitalia.

C’è addirittura un caso limite di un ragazzo cinese che nel 2006 è riuscito ad ottenere un mutuo da 250000 euro senza l’intervento di nessun garante presentando una dichiarazione dei redditi del 2005 di 227 euro, sappiamo bene che nessuna banca avrebbe mai concesso un mutuo del genere oltretutto senza garanzie ed il sospetto che in realtà esistano dei garanti occulti a dispetto della legge che prevede che i garanti siano palesi e dimostrino la provenienza legale delle somme messe come fondo di garanzia.

Voglio sperare che le varie filiali avessero già segnalato queste anomalie a Bankitalia prima dell’intervento dell’assessore Milone, questo ci permetterebbe di mantenere ancora un barlume di fiducia sull’operato delle banche, fiducia che alla luce degli ultimi eventi è ridotta veramente ai minimi termini.

Visti i fatti di cui sopra, mi auguro che vengano fatti ulteriori controlli su tutto il territorio Italiano perchè sospetto che non sia una pratica circoscritta solo alla zona di Prato.

Concludo con una dichiarazione dello stesso assessore Aldo Milone: “Ad attendere la risposta non è solo l’Amministrazione Comunale ma la città tutta. Mi riferisco in particolare ad artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e i cittadini che si sono visti sbattere la porta in faccia nonostante le garanzie presentate e con dichiarazioni dei redditi ben superiori a quelle dei più fortunati cittadini cinesi. La giunta Cenni si muoverà con ogni mezzo a sua disposizione perché gli organi chiamati a vigilare svolgano come si deve la loro funzione. Pecunia non olet, ma a tutto c’è un limite”.

Aggiungerei che non solo la città di Prato attende una risposta ma tutta l’Italia.Fonte

Redditi: per i politici vige la privacy

Il Garante chiede di modificare la diffusione dei dati. Il parere è di Augusta Iannini

"I redditi dei politici? Sono coperti dalla privacy"

 

Il Garante della Privacy chiede di modificare in ben 19 punti il decreto che obbliga a rendere disponibili su Internet gli atti della pubblica amministrazione e le dichiarazioni dei redditi di chi ha un incarico politico.A firmare il parere, come riferisce il Corriere, è Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa:

Il parere, firmato dal relatore Augusta Iannini, definisce le nuove regole «sproporzionate rispetto alle finalità di trasparenza». Tra le modifiche indicate, lo stop alle informazioni sui dati sensibili come la salute e l’ammorbidimento dell’obbligo di pubblicare la situazione patrimoniale dei parenti dei politici: secondo il Garante, andrebbe circoscritto il contenuto delle dichiarazioni e non menzionato l’eventuale rifiuto alla loro diffusione da parte dell’interessato.

Anche se non c’è nulla ancora di deciso:

Il parere non è vincolante, il decreto con le misure anti casta tornerà in consiglio dei ministri. Probabilmente l’ultimo prima delle elezioni.Fonte