Fecondazione assistita: 200 euro per un bambino?

 

Fecondazione assistita: 200 euro per un bambino?

0

La fecondazione assistita low cost è già realtà. Su Repubblica un articolo a firma di Elena Dusi spiega che il Belgio sono state sperimentate una serie di tecniche a basso costo per avere un bambino, tecniche che fanno arrivare il costo totale ad appena 200 euro:

Jonathan Van Blerkom dell’università del Colorado è l’esperto di fertilità che ha ideato il metodo da 200 euro. «La fecondazione in vitro viene presentata come una procedura complicata. In realtà l’embrione appena formato non ha grandi esigenze». Willem Ombelet, ginecologo dell’università di Hasselt e presidente di The Walking Egg, sta sperimentando la tecnica in una clinica belga, il Genk Institute for Fertility Technology. Secondo lui un laboratorio da 300mila euro può svolgere le funzioni per le quali attualmente si usano cliniche da 2-3 milioni di euro.

fecondazione eterologa europa

Fecondazione eterologa assistita: come funziona in Europa

E questi sono i risultati:

Con la tecnica economica sono già nati 14 bambini. Una prima fase del trial iniziato nel 2012 ha coinvolto 35 coppie, 23 delle quali (65,7%) hanno ottenuto un embrione vitale. Le gravidanze iniziate sono state 7 (30,4%). Il primo bambino “low cost” è nato il 7 novembre 2012: un maschio di 3 chili e mezzo. Quindi, concludono soddisfatti i medici del Genk Institute, spendendo poco si ottengono risultati per nulla inferiori ai laboratori di lusso. Per il test di partenza, come sempre avviene, gli esperti belgi si sono messi nelle condizioni più semplici possibili.

http://www.giornalettismo.com

Dipendenza dalla cocaina “prodotto nuovo farmaco”

Il topiramato, farmaco generalmente utilizzato per il trattamento dell’epilessia e piu’ recentemente per la perdita di peso, potrebbe aiutare anche le persone che abusano di alcol e cocaina a ridurre la dipendenza. L’attivita’ anti-stupefacente del topiramato e’ risultata maggiore tra i consumatori pesanti. E’ la scoperta di una nuova ricerca condotta da Kyle Kampman della School of Medicine della University of Pennsylvania pubblicata sulla rivista ‘Drug and Alcohol Dependence’.

IL TOPIRAMATO E LA COCAINA – Il topiramato e’ un farmaco anticonvulsivo che aumenta i livelli cerebrali del GABA – l’acido gamma-aminobutirrico, neurotrasmettitore inibitorio nel sistema nervoso centrale. E’ stato approvato dalla FDA per il trattamento di epilessia, emicranie e per la perdita di peso in combinazione con la fentermina. “Il nostro studio aggiunge adesso una potenziale applicazione in piu’ per il farmaco, dimostrandone l’efficienza contro la dipendenza da alcol e cocaina”, ha spiegato Kapman. “Con le prossime ricerche proveremo a testare diverse combinazioni con il topiramato per raggiungere la terapia piu’ adatta a contrastare tutti i livelli di astinenza da cocaina”, ha concluso. (AGI)

Germania: oltre 50 mila cavie in ospedali dell’ex DDR

AbortirethOltre 50 mila pazienti fecero da cavie in circa 600 istituti sanitari della ex DDR, fino al 1989. E spesso i malati non sapevano di essere sottoposti a farmaci in via di sperimentazione nelle imprese della Germania dell’ovest. Lo ha rivelato il settimanale der Spiegel, secondo il quale la diffusione di questo fenomeno era più ampia di quel che si sia saputo finora.

“Molti di loro morirono”, scrive il magazine. Mentre per alcune ricerche farmaceutiche sono stati pagati centinaia di migliaia di marchi tedeschi. Spiegel cita fra le fonti atti del ministero della Sanità dell’ex regime socialista, e della Stasi.

Pericolo vaccini al mercurio Le colpe dei medici. In Umbria aumentano i casi di autismo

Mercurio che finisce nei vaccini. In Umbria i casi aumentano ogni anno, quando «basterebbe fare analisi, verificare eventuali predisposizioni alle intolleranze e soprattutto conoscere prima i rischi dei vaccini. Parola di Roberto Mastalia, avvocato ieri in aula davanti alla Corte d’appello per ottenere un indennizzo dai danni da vaccino,che forse potevano essere evitati con una campagna informativa sui rischi legati ai vaccini. Da qui la battaglia di Mastalia e delle sessanta famiglie che fanno parte dell’associazione Montinari onlus (solo una delle tante presenti in regione), che chiedono maggiori informazioni al momento di portare i figli a fare i vaccini per morbillo e rosolia. «Test per capire se ci sono intolleranze ai metalli – spiega Mastalia -, per verificare predisposizioni a malattie auto immuni. Recenti studi parlano di una media di un bambino autistico ogni 88 nati. Nati sani, però, che poi si ammalano per cause successive alla nascita».Fonte web

Segue il metodo Di Bella e ora dovrà risarcire l’Ausl con 113.000 euro

La storia di Flora Nardelli, malata di tumore. Il tribunale nega i rimborsi e impone il risarcimento. Lei:«È una condanna a morte»

 

Il professore Luigi Di BellaIl professore Luigi Di Bella

BOLOGNA – Segue il metodo Di Bella dal 2006, ma ora non potrà più proseguire nella terapia alternativa per la lotta al tumore dopo la sentenza dei giudici d’appello: la cura non può essere gratuita, anzi la paziente deve restituire all’Ausl 113.000 euro. È la vicenda – raccontata dal Resto del Carlino – di Flora Nardelli, 49 anni, che scoprì nel 2000 di essere malata di mieloma multiplo. La donna fino al 2006 ha seguito le cure tradizionali: chemioterapia e trapianto di midollo osseo.

IL METODO – Poi, nel 2006, la scoperta del metodo Di Bella e la decisione di provarlo, anche perchè le terapie seguite non avevano dato buoni risultati. Fino ad oggi la paziente è stata seguita dal figlio del creatore del metodo, Giuseppe Di Bella, anch’egli medico. Assistita da un legale, ha intrapreso una battaglia contro l’Ausl e nel 2008 ha vinto in primo grado: il giudice ha stabilito che l’Ausl doveva pagarle le cure e rimborsarle 30.000 euro. Ma il mese scorso, in appello, sentenza ribaltata. «Per me questa è una condanna a morte – commenta la donna – Senza la cura Di Bella la malattia ritornerà e io sarò spacciata. Non ho i soldi per pagarla di tasca mia». La cura del professor Luigi Di Bella divenne nota a livello nazionale dopo che il pretore di Maglie, nel ’97, ordinò all’ Asl di somministrare la somatostatina a un piccolo paziente. Nel ’98 l’allora ministro della Sanità Rosy Bindi dispose un anno di sperimentazione del metodo su 384 pazienti. Dopo alcuni mesi il giudizio fu netto: totalmente inefficace. Un risultato però contestato dal professore, morto nel 2003, e dal suo staff. «I pazienti curati con il metodo di mio padre – dice Giuseppe Di Bella – in più dell’80% dei casi sono guariti».Fonte

Salute: arriva dal Canada La cura per Anoressia e Depressione: elettrodi nel cervello

I test eseguiti su un campione di 6 soggetti hanno dimostrato il funzionamento del pacemaker su persone soggette e depressione cronica, Parkinson, anoressia e bulimia, ripristinando il collegamento e l’equilibrio tra il cervello e il sistema nervoso. Cinque di loro hanno anche migliorato il proprio umore e la massa corporea. Una scoperta interessante arriva dal Canada e precisamente da un gruppo di ricercatori dell’University Health Network guidati da Andres Lozano. Il team di scienziati  ha pensato di riprodurre il funzionamento del pace-maker cardiaco sul cervello. Grazie alla risonanza magnetica i ricercatori sono stati in grado di individuare con precisione le fibre nervose a cui collegare gli elettrodi di un generatore di impulsi (pace-maker).

Anoressia curata con il pacemaker

Anoressia curata con il pacemaker? Fonte immagine: 96five.com

La stimolazione elettrica fornita dall’apparecchiatura progettata per essere installata nella materia grigia, dovrebbe infatti essere utile per la cura di Anoressia e Depressione, malattie che nella maggior parte dei casi derivano da una disfunzione del cervello. L’alimentazione, a batterie, fornirà la carica necessaria al funzionamento del dispositivo, il quale prevede naturalmente anche la presenza di alcuni cavi in uscita, utili per il trasporto del segnale dall’apparecchio verso le cellule cerebrali. Ricordiamo che  l’anoressia è la mancanza o riduzione dell’appetito. Si tratta di un sintomo che accompagna numerose e distinte malattie, ed è dovuto a diverse cause. Nel caso dell’anoressia nervosa molti studi in proposito sono stati effettuati elencando le varie possibili manifestazioni, tra le quali si nominano ansia e depressione.

 Fonte