Reality olandese mangiano carne umana

Un reality olandese condotto da Denny Storm e Valerio Zeno chiamato “Cavie” dove gli autori  chiedono ai due conduttori se vogliono mettersi alla prova sui tabù della natura umana e principalmente del cannibalismo.La prova è veramente orribile, i due dovranno mangiare carne umana in padella.I due si dicono pronti alla prova, ma naturalmente non avendo a disposizione carne umana, verrà tolta a loro due sia dal sedere che dalla pancia.L’uno  mangiava la carne dell’altro e con ironia chiedevano che fosse condita meglio.Questo ha suscitato indignazione nell’opinione pubblica olandese, e ci saranno degli strascichi giudiziari perchè in Olanda il cannibalismo è vietato dalla legge.

FuoriDiTesta

Jared Leto: Quella volta che il fan mi ha spedito il suo orecchio

Nei concerti volano peluche e oggettistica varia, ad Amici addirittura il palco diventa in breve tempo il ritrovo di orsetti e cagnolini di stoffa. Spessissimo succede. Si sa che l’affetto dei fan è qualcosa di inspiegabile che porta ad avere questo genere di contatto, anche da lontano. Un ricordo per il proprio beniamino, un gesto di stima, di sostegno e anche il modo più rapido di fargli avere un dono in diretta. Se poi lo tiene davvero con sé o, addirittura, lo alza in pubblico, lo scopo è raggiunto.

Ciò che è successo a Jared Leto è però qualcosa che supera ogni confine possibile e raggiunge i picchi di pura e vera follia. Lo ha raccontato lui stesso durante una recente intervista. Ospite della radio londinese Xfm, l’attore e leader dei 30 Seconds to Mars ha rivelato il regalo più sorprendente e sconvolgente mai ricevuto da un fan. Un orecchio. E non di pezza. Prima ha raccontato l’amore dei fan

“I fan sono un gruppo incredibilmente impegnato e appassionato di persone. Andare ad uno spettacolo è un po come una visita in Giappone, ci si aspetta regali al proprio arrivo. Possibile ottenere ogni tipo di cose meravigliose”

E poi ecco il dettaglio che non ti aspetti:

“Ma qualcuno una volta si è tagliato l’orecchio e lo ha spedito a me, è stato un gesto molto strano. Un intero orecchio”

C’era anche un biglietto insieme

“La scritta diceva semplicemente ‘Mi stai ascoltando?’. Non ho mai saputo chi era, a chi manca un orecchio là fuori”

E quando gli hanno chiesto che cosa avesse fatto a quel punto, lui ha ammesso ridendo (e scherzando):

“Ho fatto un buco e l’ho indossato come una collana! Basta però, non mettete il vostro corpo in un una buca delle lettere per inviarlo a noi”

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Questa non è politica, ma distruzione di massa

Caro Grillo,Bersani,Berlusconi e Monti, da che parte state?….Guardate che la gente è con le pezze al culo,e tra poco ci sbraneremo anche per un pezzo di pane perchè di euro ne sono rimasti pochi nelle tasche.Voi pensate agli inciuci e vi leccate le ferite,ma la gente ha bisogno di risposte,e non della solita manfrina di accordi sottobanco.L’antipolitica ha dato la sentenza,adesso sta a voi darvi una mossa,e rimettere le cose a posto.Le imprese sono al collasso perchè le vostre amate banche non concedono più credito.Il lavoro è una chimera, e qualcuno che lo trova è costretto a cedere a ricatti pur di lavorare.Le tasse usuraie che avete imposto al popolo sono una mannaia che dissangua e toglie ogni speranza.Le tasse comunali sono troppe esose,e stessa cosa dicasi per quelle delle scuole.Vogliamo fare la fine della Grecia?….Avete finito con le vostre isterie di capitan uncino?….Avete deciso chi deve dirigere questa baracca chiamata Italia?
L’Italia è una baracca di quelle senza acqua e corrente,quella che appena tenti di sistemare qualche incastro cade tutto in rovina.Però non è colpa dell’inquilino ma del proprietario che ha intascato solo e non ha mai dato nulla in cambio….anzi una cosa l’ha data…..Ha dato il prossimo avviso di aumento.Allora io mi chiedo:ma questa è politica oppure distruzione di massa?…..Nelle case,sul lavoro,nei bar,si parla sempre della stassa cosa…Tasse..tasse..tasse..lavoro..lavoro….E mentre noi cantiamo a squarciagola…Fratelli d’ITALIA…..QUESTA ITALIA NON CI APPARTIENE PIU’

Che tristezza e che rabbia che nasce dal cuore quando non sappiamo quale futuro ci aspetta, e vedervi tutti satolli in tv e sui giornali,mi viene in mente una frase:……di Winston Churchill che dice…..L’abilità politica è l’abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l’anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto.

La redazione

Anoressia:peso 29 chili, questa è la mia storia.

La storia della ragazza che racconta la sua battaglia

"Io, anoressica di 29 chili"

Il viaggio della Bild nel privato di una ventenne arrivata a pesare 29 kg. La ragazza ha trovato la forza per iniziare una vita nuova e la racconta per aiutare gli altri.

L’INCONTRO – L’inferno di Hanna è durato quattro anni e poi è finito nel libro autobiografico ”Kontrolliert ausser Kontrolle” perché “vuole aiutare chi soffre di questo problema”. Hanna ha smesso di pesarsi in modo ossessivo ma paga ancora lo strascico delle conseguenze dell’anoressia che l’ha tormentata per mesi: “Non riesco a guardarmi allo specchio quando indosso solo l’intimo e ho ancora un comportamento lievemente disturbato a tavola”, ammette con franchezza.

attenzione la gallery contiene anche gli scatti della malattia:

LO SBAGLIO – Tutto è iniziato quando improvvisamente, Hanna Charlotte Blum Roth ha smesso di apprezzare il suo corpo: “Ogni cosa sembrava un problema, non mi piacevano i capelli, le unghie e poi il peso. Il peso era la sola cosa che avrei potuto subito cambiare”. A maggio dell’anno scorso, Hanna pesa solo 32 chili e finisce in ospedale ma continua a perdere peso e arriva la soglia dei 29 chili. È leggera come una foglia e fluttua tra la vita e la morte: “Ho preso il lassativo e adesso sono vuota. Vuota e debole. Inizio a vedere immagine scure, tutto si fa nero davanti ai miei occhi, sento che devo vomitare ma non c’è più niente: allora, cos’è?” scrive la ragazza in un passo del libro. “Mamma, mi sento così male, vorrei solo sprofondare nel letto e dormire”.

LA RINASCITA – “‘Hanna, perché ti stai facendo questo?’ chiede mia madre e arriva nella stanza con un bicchiere d’acqua perché devo almeno idratarmi. Bevo mezzo bicchiere, molto lentamente, ma è come se l’acqua mi strangolasse e penso di essere quasi morta” scrive ancora Hanna che trova la forza nella scuola: “È stata la sola cosa in grado di distrarmi, dove a volte riuscivo a non pensare al cibo”. Poi è arrivata la psicoterapia, che le è stata di grande aiuto: “L’anoressia ha rubato la mia giovinezza. A 15 avevo una vita normale: un ragazzo, degli amici, andavo alle feste ma a 16 è arrivata la malattia. Ho perso il mio ragazzo, gli amici, tutto quello che avevo. Ho smesso di fare sport perché era diventato troppo pericoloso. Nessuno può ridarmi quei quattro anni. Ma ho intenzione di mettercela tutta e di andare avanti”. La lotta di Hanna continua e raccontiamo questa storia per dare forza a tutte le persone che soffrono di disturbi alimentari.

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Uganda:Entro natale una legge anti gay:ergastolo e pena di morte

“Per Natale vi regalo una legge anti-gay”

 Il Presidente dell’Uganda si sente “magnanimo”

"Per Natale vi regalo una legge anti-gay"

 

Il presidente dell’Uganda quest’anno a Natale regala ai suoi cittadini una legge “anti-gay”. Ecco cosa prevede.

 

IL CASO – Pena di morte o ergastolo dipende dalle circostanze: queste sono le novità per gli omosessuali che vivono in Uganda. La legge dovrebbe passare entro la fine dell’anno, nonostante le polemiche della comunità internazionale che hanno visto l’indignazione in prima linea del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

IL REGALO – “I cittadini vogliono questa legge come un regalo di Natale e noi vogliamo darglielo”, sono le parole che arrivano dal parlamento. L’attuale legislazione definisce già reato penale il sesso tra omosessuali, il nuovo disegno di legge vieta la “promozione” dei diritti gay e punisce chiunque tenti di lasciare spazio all’omosessualità. L’amore tra persone dello stesso sesso è un problema serio in Africa: è illegale in 37 paesi del continente.

LA PAURA – I cittadini gay temono la prigione, le violenze e non hanno certezze in campo lavorativo perché se scoperti perderebbero immediatamente il posto. Se la legge passa, l’amore si pagherebbe con la morte o con il carcere a vita e i cittadini condannati a simili crudeltà non riceverebbero esattamente un “regalo di natale” ha commentato Emma Ruby-Sachs di Avaaz. Anche il ministro degli Esteri canadese ha criticato la posizione dell’Uganda contro i gay, ha riferito Reuters.

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Morire a 14 anni con 100 frustate

 

Ragazza 14enne muore dopo 100 frustate con una canna di bambù

È venuto fuori che la comunità di anziani ha deciso di infliggere la punizione. Alcuni di questi macellai non sono ancora stati presi

di Veleno Puro

Ragazza 14enne muore dopo 100 frustate con una canna di bambùMosammet Hena

Ieri sera, una televisione asiatica ha trasmesso un’ interessante report sul femminicidio nei cosiddetti paesi terzi, e si è soffermata sulla vicenda di Mosammet Hena

 

Mosammet Hena, di 14 anni, è morta mesi addietro in ospedale, dopo essere stata colpita per più di 100 volte con una canna di bambù. Questa vergognosa punizione sarebbe stata inflitta in quanto, la ragazza pakistana, avrebbe avuto un rapporto sessuale con un cugino sposato che si chiama Mahbub (40anni).
Questo, almeno, quanto ha riferito la moglie dell’uomo, Shilpi Begum, quando ha depositato la sua versione alle autorità. Una versione che, come riportato tempo fa dal Daily Mail, non condividono i media locali, affermando che si è, invece, trattato di violenza ad una minorenne. Nel frattempo, gli investigatori, si sono rivolti alla legge religiosa, un tribunale costituito da membri più anziani della comunità, alla quale apparteneva la giovane.

 

È venuto fuori che la comunità ha deciso di infliggere come punizione, per Mosammet e il cugino, 100 frustate per uno, che in seguito hanno causato la morte della ragazza.

Tutto è cominciato quando Shilpi Begum ha detto alla polizia di aver visto la giovane parlare con suo marito, Mahbub, vicino alla loro casa.

Dopo che si è sparsa la notizia, 25 persone, tra le quali quattro donne, hanno trascinato Mosammet verso l’interno di una casa, dove è stata selvaggiamente picchiata. Una settimana dopo è morta all’ospedale di Dhaka.

“Che razza di giustizia è questa?”, ha detto indignato Dorbesh Khan, il padre della ragazza, alla BBC. “Mia figlia è stata frustata a morte, a morte in nome della giustizia.”

Per il momento, la polizia ha fermato quattro persone, tra cui anche Begum, e continua la ricerca di altre 14 individui implicati nel linciaggio pubblico di Mosammet, e accusati di avere partecipato o di essere complici attivi, non ostacolando i macellai che picchiavano a sangue la giovane.

Il cugino della 14enne ha ricevuto la sua punizione dalle mani di suo padre ed ora, secondo la polizia, l’uomo si trova in un luogo sconosciuto e solitario.

 

Ma, intanto, l’ennesimo femminicidio è stato perpetrato con la massima bestialità. A quando la fine?

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