Andrea Ceffa, il vicesindaco che ce l’ha con la “feccia immigrata

Questa è la feccia che abbiamo in casa. Questa è la feccia che la ‪‎Kyenge‬ e la ‪‎Boldrini‬, con i loro nauseanti appelli buonisti continuano a far arrivare sulle nostre coste. Tanto non incendieranno mai una loro auto e non li troveranno mai sotto casa a fare rissa od a rompere le palle. Questi sono tutti egiziani regolari. Quelli che tanti amici buonisti “de sinistra” e non solo che scrivono sulla mia bacheca vorrebbero accogliere a braccia aperte, perché non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma bisogna punire i criminali! Ma se abbiamo già i nostri!!! A cosa ci serve tutta questa marmaglia!
Questi io li espellerei “a vista” con la stessa velocità con cui hanno espulso mamma e bimba kazaki, ma sono regolari (lavorano qui a Vigevano) e ce li dobbiamo tenere sulle croste. Ed anche se fossero regolari, non preoccupatevi: per magrebini, egiziani e similari le procedure di espulsione sono complicatissime e rarissime, chissà perché.
Questa Amministrazione ne farebbe volentieri a meno, le Amministrazioni di sinistra e del “vogliamose bene” non vogliono prendersene un pò? Scriverò a ‪Pisapia‬ e compagni.

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Extracomunitari dovete motire, Su facebook le esternazioni della consigliera del PD di Prato

Si è scatenata una bufera che è andata ben oltre i limiti della rete dopo la pubblicazione su Facebook di una frase razzista da parte una consigliera di circoscrizione a Prato che è anche componente della segreteria provinciale Pd, Caterina Marini, 30 anni. «Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito», scrive la Marini commentando un furto in casa della sorella. Dopo la diffusione del post, poi cancellato, il segretario pratese del Pd, Ilaria Bugetti, ha chiesto l’espulsione dell’iscritta: «Con quelle dichiarazioni – dice – è di fatto fuori dal Pd. Ho già chiesto l’apertura di un procedimento disciplinare».

Tratto da Leggo.it

Video pedopornografico su Facebook fa incetta di “like”

Pubblicato un videopedopornografico su Facebook: tanti i mi piace e le condivisioni. Allertato lo staff del social network, è stato immediatamente rimosso. Resta lo sconcerto dell’apprezzamento.

facebook hashtag Video pedopornografico su Facebook fa incetta di like

Sconvolta, per giusta ragione, la comunità online più grande del mondo, quella di Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg è stato mezzo di diffusione di un video pedopornografico. Il filmato, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, avrebbe visto come protagonista una bambina abusata da un uomo. Una scena il cui disgusto a livello umano non può essere descritta. La bufera si è scatenata virtualmente però perché il video è stato “socialmente apprezzato”. Il filmato ha collezionato una cifra enorme di like, i famosi mi piace di facebook che hanno condizionato anche il nostro modo di parlare. Il tam tam virale causato dal video avrebbe provato questo accalcarsi di assensi virtuali, assensi dinanzi ai quali non si può far a meno di inorridire. Inoltre, sarebbero state ben 16.000 le condivisioni del filmato pedopornografico.

La risposta dello staff di Facebook

Una volta allertato, lo staff di Facebook ha provveduto all’immediata censura e rimozione del video e ha rilasciato una dichiarazione su quanto accaduto: ”Tolleranza zero contro la pedopornografia. La tempestiva segnalazione di questo contenuto ci ha consentito di rimuoverlo il più rapidamente possibile. Facebook non tollera in alcun modo la presenza di contenuti pedopornografici e siamo determinati ad adottare ogni provvedimento per prevenire la pubblicazione di questo tipo di materiali“.

Resta comunque lo sconcerto per la vicenda e per questa rapida diffusione di un video che andrebbe invece oltremodo condannato. Ci si interroga sui motivi che hanno spinto una parte della comunità virtuale di Facebook ad apprezzare il video e del perché non si sia invece gridato immediatamente allo scandalo, denunciando quanto accaduto alle autorità competenti. Si delinea sempre più lo spettro di una società attirata dal gusto dell’orrido: in questo caso però la linea limite sembra essere stata più che valicata. In nessun caso si può tollerare l’apprezzamento verso un video pedopornografico, da considerare invece come un male da estirpare dalla società.

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Facebook è un’aiuto alla salute degli over 60

social network di Mark Zuckerberg secondo alcuni studi sarebbe assolutamente salutare per gli utenti i quali hanno superato la soglia dei 65 anni, infatti l’utilizzo del portale provocherebbe un miglioramento delle abilità cognitive oltre alla percezione di una rete sociale che li aiuti e li sostenga. A dimostrazione di questa tesi ci sarebbe uno studio condotto dai ricercatori dell’Università dell’Arizona, che hanno approfittato dell’annuale riunione dell’ International Neuropsychological Society, per esporre i risultati degli delle ricerche condotte.

Secondo lo studio in esame tutte le persone over 65 dovrebbero iscriversi al social network in modo tale da ridurre il senso di solitudine e tenere allenate le funzioni cognitive. Stando al lavoro condotto dal team guidato dalla psicologa Janelle Wohltmann, gli anziani che nel loro tempo libero si dilettano a navigare nel social network hanno la possibilità di incrementare le proprie capacità cognitive addirittura del 25% rispetto ai coetanei non iscritti alla rete social.

Lo studio è ancora in corso d’opera ma i primi risultati emersi sono il frutto di una serie di test condotti su un campione di 42 anziani di età compresa tra i 68 e i 91 anni, che non si erano mai affacciati al mondo social. Gli utenti sotto osservazione dopo aver acquisito tutte le informazioni riguardanti le caratteristiche e le modalità di utilizzo di Facebook, sono stati invitati ad inserire qualche post sul portale almeno una volta al giorno, attività che ha avuto la conseguenza di migliorare le prestazioni mentali, oltre ad un sensibile miglioramento dell’umore dovuto alla sensibile diminuzione del senso di solitudine.Fonte

Donatella Galli facebook chiude la sua pagina

Facebook ha chiuso la pagina bacheca della consigliera provinciale leghista Donatella Galli. La Galli negli ultimi giorni è stata al centro di polemiche per un commento in cui aveva scritto “Forza Etna, Forza Vesuvio, Forza Marsili“. Il commento faceva da corredo a una cartina dell’Italia in cui il Sud era totalmente coperto dall’acqua.

La motivazione del social network sarebbe stata la seguente: “Facebook non tollera i discorsi contenenti messaggi di odio. Se da un lato incoraggiamo la gente a discutere e condividere idee, eventi e linee di condotta, la discriminazione di persone in base a razza, etnia, nazionalità, religione, sesso, orientamento sessuale, disabilità o malattia rappresenta una grave violazione delle nostre condizioni”.

Non è stata dunque la Galli a chiudere di propria volontà la sua bacheca. Ma come si è arrivati a questa misura presa poco fa dallo staff di Facebook? Tutto nasce dalla segnalazione inviata dal fondatore della pagina Facebook “Polizia Postale Web Site Fans”, Andrea Mavilla, abitante anche lui nel Monzese come la Galli. Ecco il testo della segnalazione inviata da Mavilla:

“Buongiorno Staff, volevo avvisarti che in queste ore il profilo seguente https://www.facebook.com/lellagalli ha commentato una foto all’interno del vostro Social Network, la quale chiede la distruzione dell’intero Sud Italia. Vi prego di prendere procedimenti per la grave violazione commessa all’interno di Facebook, il quale vieta in maniera assoluta queste azioni.

Grazie di cuore. Andrea Mavilla fondatore della pagina Polizia Postale Web SIte Fans”.

La risposta non s’è fatta attendere: dopo le doverose verifiche, alle 12,23 dell’11 novembre l’User Operations Facebook ha risposto annunciando l’avvenuta chiusura d’autorità, con le motivazioni citate.

fonte qui