Aborto: la chiesa apre al perdono

Luca Molinari
Aumentano i luoghi dove si può assolvere chi abortisce. A Parma  il vescovo Enrico Solmi ha firmato un decreto che offre la possibilità a qualsiasi sacerdote di «rimettere il peccato di aborto», che  prevede la scomunica,  oltre che in determinate chiese della diocesi, negli ospedali e nelle case di  cura. Il diritto canonico prevede da sempre la possibilità di  questo gesto, ma lo limita al vescovo e a un numero ristretto di figure.
Una   decisione  che  mira ad offrire maggiori opportunità
di riconciliazione ai fedeli che hanno commesso peccati gravi. «Nella Diocesi di Parma – spiega don Luciano Genovesi, cancelliere vescovile – il vescovo, con un decreto  ad hoc, ha concesso la facoltà di assolvere dal delitto di procurato aborto a tutti i sacerdoti che celebrano la riconciliazione dei penitenti   in Duomo,
nella Basilica Minore della Steccata, nel Santuario di San Guido Maria Conforti, nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Fontanellato e nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Berceto. A questi luoghi, a cui storicamente è concesso questo tipo di privilegio legato al titolo di santuario o basilica, il vescovo ha voluto aggiungere tutti gli ospedali e le cliniche private della Diocesi di Parma.   Questa attenzione è indice della premura della Chiesa di moltiplicare le occasioni di riconciliare i fedeli con Dio e con la Chiesa».
La Chiesa valuta   l’aborto come un peccato gravissimo, per questo non solo chi compie questo atto, ma anche tutti coloro che collaborano incorrono nella sanzione della scomunica.
«Più soggetti vengono ritenuti responsabili – sottolinea don Genovesi –  la donna, non di rado però vittima di forti pressioni psicologiche, il padre consenziente, il personale medico e paramedico che si presta a perfezionare la soppressione della vita umana nel grembo materno. Tutti questi concorrenti nel delitto incorrono nella censura canonica della scomunica “latae sententiae” che  per il fedele laico si risolve nel divieto di ricevere i sacramenti».
La Chiesa, dice don Genovesi,  ha previsto questi meccanismi per far comprendere la gravità del gesto. L’obiettivo   non è   punire
i peccatori, ma  aiutarli a pentirsi e  a  non  ripetere l’errore. «Questa apparente “macchinosità” procedurale – precisa don Genovesi – è dovuta al fatto che la Chiesa
vuol far comprendere la gravità degli attentati alla vita che in un  clima di relativismo morale non destano come si converrebbe una giusta riprovazione da parte della coscienza individuale e collettiva».
La Chiesa è madre, spiega il cancelliere vescovile,  ed è sempre pronta ad accogliere nella verità  le persone che chiedono la riconciliazione. «Spesso – continua  don Genovesi  – le donne che compiono un aborto e si rivolgono a un confessore si trovano in una situazione di coscienza drammatica, e devono sentirsi accolte».
Nel caso di sincero pentimento, le penitenze, oltre ad un  cammino di preghiera e di conversione, riguardano solitamente impegni concreti a favore della vita. «Si propongono adozioni a distanza – spiega don Genovesi – attività  di volontariato  per il Centro di aiuto alla vita e  iniziative simili. Si vuol  far capire al peccatore il proprio errore e  adoperarsi a favore della vita».Fonte

Chat, Come capire se dall’altra parte del computer c’è una persona affidabile?

Chi non ha mai chattato con un semi sconosciuto almeno una volta nella vita? E chi non è mai stato tentato di entrare in uno di quei siti di incontro dove l’anima gemella sembra a portata di mano? Il mondo delle chat e degli incontri virtuali è una realtà affermata nel panorama delle relazioni umane contemporanee; quasi sempre negate, spesso minimizzate, queste modalità di incontro e di conoscenza sono ormai diffusissime in tutte le fasce sociali, poiché rendono più semplice ed accessibile il contatto con l’altro. Ma ciò che rende ancora più appetibile questo modo di conoscersi è la concreta possibilità di camuffare o addirittura stravolgere la propria identità, dando vita ad un altro “io”, più “comodo” e affascinante.

Va subito detto che purtroppo la cronaca sempre più spesso si è dovuta occupare di incauti frequentatori di siti per incontri, generalmente donne, e di veri e propri “mostri”, nascosti dietro bizzarri nickname; come non ricordare, ad esempio, il recente caso della ventunenne della provincia di Milano stuprata da alcuni “amici” conosciuti in chat? La lista dei reati legati al mondo dei siti per incontri è veramente lunga, ma naturalmente generalizzare e demonizzare non serve a nulla, anche perché, insieme a tristi episodi, convivono molti esempi di coppie felici che si sono conosciute in rete e di bei rapporti di amicizia cominciati virtualmente.
Come capire dunque se dall’altra parte del computer c’è una persona affidabile? E quali sono invece i segnali di pericolo che non andrebbero mai sottovalutati? La risposta a queste domande non è semplice, perché le circostanze che si possono venire a creare sono infinite; senza dubbio i minorenni dovrebbero astenersi dal frequentare persone conosciute in chat, poiché i pericoli che vengono dal mondo degli adulti possono realmente portare gravi conseguenze. A questo riguardo, sono certamente i genitori le persone più adatte a monitorare affinché i figli si dedichino più al mondo reale che a quello virtuale, più ambiguo e indecifrabile.
 Quali sono invece le piccole precauzioni che una donna adulta, appassionata di chat, può adoperare per evitare brutte sorprese e amare delusioni? Ecco dunque un breve vademecum per le relazioni virtuali, che può rivelarsi utile, in qualche caso, anche per quelle che nascono in condizioni “tradizionali”:
Non accettare subito un incontro reale. Anche se è già qualche settimana che chattate e lui insiste per conoscervi, resistete e cercate di avere maggiori informazioni sulla sua persona, come l’indirizzo e il numero di telefono. Solo dopo aver verificato che questi dati corrispondono davvero alla persona con cui vi state frequentando virtualmente, potrete prendere in considerazione l’idea di vederlo; non bisogna dimenticare infatti che molte persone, nella vita reale, sono in grado di mentire abilmente per mesi sul proprio nome, la propria condizione familiare o economica e su molte altre cose… Farlo in chat è assolutamente più semplice.
Incontrarsi in luoghi pubblici. Una volta stabilito che desiderate incontrare la persona che avete conosciuto in chat, sarebbe opportuno farlo in un luogo pubblico, come un bar o un cinema; un solo incontro poi talvolta non basta per stabilire se chi avete di fronte è davvero degno di fiducia, per cui sarebbe opportuno evitare, almeno nei primi incontri, luoghi appartati o case. Diffidate inoltre di chi insiste per portarvi in macchina da qualche parte o per farvi visitare casa sua: ogni cosa a suo tempo.
Essere onesti e pretendere onestà. Uno dei principali problemi degli incontri virtuali ruota intorno alla mancanza di sincerità; c’è chi si finge single ed invece è sposato, c’è chi “gonfia” la propria posizione economica, chi addirittura mente sul proprio nome ecc. Un metodo infallibile per evitare questi inconvenienti non esiste, ma sicuramente pretendere fin dall’inizio sincerità, e naturalmente offrirla, può essere un modo naturale per scoraggiare i mitomani e chi ha solo voglia di perdere tempo. Essere sinceri sulla propria vita inoltre, vi metterà al riparo da brutte figure nel caso in cui la vostra conoscenza virtuale dovesse diventare reale ed interessante.
Tenere a mente che per molte persone la chat è solo un modo per trovare sesso facile. Se sono le avventure sessuali il vostro obbiettivo, probabilmente i siti di incontro sono quello che fa per voi; se invece desiderate una relazione più seria, sappiate che potreste andare incontro a cocenti delusioni. Non è un mistero infatti che uomini e donne di tutte le età, liberi e impegnati, usino le chat solo per procurarsi delle serate di sesso facile e disimpegnato; questo non significa che non potete trovare l’anima gemella in rete, ma semplicemente che, nella maggior parte dei casi, dovrete confrontarvi con persone che hanno aspettative diverse. Essere consapevoli di questa possibilità renderà il vostro approccio alla chat molto più sano e realistico.
Non confondere mai il mondo virtuale con quello reale. Sembra facile e anche scontato, eppure sono moltissime le persone che, per solitudine o fragilità, finiscono per sentirsi impegnate con qualcuno che non hanno mai incontrato o con cui hanno solo contatti virtuali.Tutto questo finisce per generare un senso di solitudine ancora maggiore e può favorire uno scollamento dalla realtà, estremamente dannoso per l’equilibrio personale; alla luce di ciò, l’unico rimedio sembra essere quello di  sforzarsi di frequentare persone “reali”, di non stare sempre attaccati al computer, di investire le proprie energie in qualcosa di concreto e tangibile e, se necessario, di chiedere aiuto a qualcuno.

Il mondo virtuale, con le sue molteplici offerte, sta profondamente cambiando l’economia, i rapporti sociali e,naturalmente, anche quelli sentimentali; districarsi in questo dedalo di opportunità  e mantenere un punto di vista equilibrato non è semplice. La mancanza poi di leggi specifiche e rigorose per l’accesso agli infiniti siti di incontro e per l’uso delle chat rendono tutto più facile per tutti, compresi squilibrati e veri e propri delinquenti; anche per questo, pur usufruendo delle magnifiche opportunità che la rete offre, non bisognerebbe mai dimenticare la frase che il personaggio Mouse, nel film “The Matrix”, ad un certo punto pronuncia:” Negare i nostri impulsi primordiali è negare la sola cosa che ci rende umani”

Fonte