I furbetti del fisco.Intestare auto a stranieri per eludere tasse e multe

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Come vi raccontavamo nei giorni scorsi, in Italia sale il numero di auto intestate a stranieri. Nel nostro Paese, superano ormai i 3 milioni i veicoli intestati a immigrati, con un incremento del 34% negli ultimi 15 mesi. Ed emerge che sono aumentati gli incidenti stradali che coinvolgono uno straniero, fino a sfiorare i 90 sinistri al giorno con 141 feriti e più di 1,4 morti, per un costo sociale superiore a 4,2 miliardi di euro annui, pari al 14% del totale (oltre 30 miliardi di euro).

UN’IPOTESI PLAUSIBILE – Maurizio Caprino, sul blog Strade sicure, avanza un’ipotesi plausibile, partendo dal fatto che c’è stata un’impennata di auto intestate agli stranieri apparentemente senza un motivo: in Italia l’immigrazione c’è ormai da decenni e quindi com’è possibile che che molti stranieri abbiano fatto tanta fortuna da potersi permettere di comprare un veicolo proprio ora che la crisi si è fatta nera? Una possibile spiegazione (premesso che la tendenza all’aumento degli immigrati intestatari è fisiologica) è che aumentano le intestazioni di comodo, ideali per evitare multe, superbollo e redditometro, perché poi il proprietario del veicolo non lo si trova mai. Senza contare i casi in cui i veicoli servono per commettere reati.

CI SI DEVE FIDARE – Quella dell’intestazione agli stranieri per sfuggire al fisco è un’ipotesi da prendere in considerazione, anche se va valutato il fatto che il proprietario del veicolo dovrà poi fidarsi della persona a cui intesta la macchina, il quale in teoria potrebbe benissimo rivendicare il mezzo in qualsiasi momento: basta esibire un pezzo di carta dove è indicato il nome del proprietario, e lo straniero di turno non avrebbe alcun problema a ottenere quella che per legge è a tutti gli effetti la sua macchina, un bene mobile di sua proprietà.Fonte

Multe autovelox:sentenza storica, si pagano solo nelle aree ztl,al di fuori della Ztl, al contrario, la polizia municipale ha l’obbligo di contestare immediatamente l’infrazione;altrimenti è nulla

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Il tribunale di Verona ha sentenziato che tali apparecchiature elettroniche sono utilizzabili “in automatico” solo nelle zone a traffico limitato

Le multe seriali rilevate con apparecchiature elettroniche sono un modo semplice di “far cassa” per i comuni. Lo sostiene da anni Giovanni D’Agata, fondatore dello che con lo “Sportello dei Diritti”, associazione di cui è fondatore, si batte contro l’assurda prassi delle amministrazioni comunali di rimpinguare i propri bilanci a danno delle tasche dei cittadini con metodi non sempre trasparenti o legittimi come molteplici sentenze sul territorio nazionale continuano ad evidenziare. L’ultima arriva da una corte ordinaria e riporta un principio assai condivisibile: non basta la rilevazione elettronica con le telecamere installate dal comune dell’autovettura che percorre la corsia preferenziale per la contestazione della specifica infrazione.
A stabilirlo una sentenza della quarta sezione civile del tribunale di Verona (giudice unico Massimo Vaccari) che rileva come occorra la contestazione dei vigili urbani per la validità del verbale in quanto la legittimità “in automatico” della violazione del codice della strada è consentita solo per gli impianti di videoripresa che si trovano all’interno delle zone a traffico limitato.
Nel caso di rilevazioni al di fuori della ZTL, al contrario, la polizia municipale ha l’obbligo di contestare immediatamente l’infrazione. Ciò vuol dire che se la contestazione non avviene in questo modo le multe “seriali” notificate al proprietario dell’autovettura devono essere tutte annullate.
Nel caso di specie, il proprietario di un motociclo sanzionato aveva proposto appello alla sentenza del giudice di pace che aveva ritenuto valide le multe. Il tribunale ha riformato la decisione di prime cure ed annullato nove dei dieci verbali elevati sulla corsia preferenziale esterna alla ZTL nei quindici giorni successivi all’installazione dei sistemi di videoripresa da parte del Comune (uno solo rilevato nella ZTL).
Secondo il togato, le apparecchiature elettroniche che riprendono i veicoli, in virtù della normativa vigente, offrono garanzie di attendibilità soltanto rispetto alle rilevazioni sulle corsie preferenziali che corrispondono o sono ricomprese nelle zone cittadine per il cui controllo questi impianti siano stati concepiti e realizzati, e quindi in particolari nei centri storici. È necessaria, al contrario, un’autorizzazione specifica per le telecamere che sono localizzate nelle corsie riservate ai mezzi del trasporto pubblico su strade che non danno accesso a zone a traffico limitato.Fonte