Marocco: abolite nozze riparatrici in caso di stupro

R ABAT – Il Parlamento marocchino ha approvato l’emendamento che abolisce le nozze riparatrici. D’ora in avanti non sarà più possibile, per uno stupratore, evitare il carcere sposando la vittima, come invece finora consentiva l’articolo 475 del codice penale.

La morte di Amina, ragazza di 16 anni che nel 2012 si è suicidata pur di non andare in sposa all’uomo che l’aveva stuprata, non è dunque avvenuto invano. Si legge su Repubblica

“La decisione giunge a due anni dal tragico suicidio di una giovane di 16 anni, Amina el Filali. Era 10 marzo del 2012 quando Amina preferì uccidersi piuttosto che farsi imporre il matrimonio con l’uomo che aveva abusato di lei. Un “no” silenzioso e lancinante, che è riverberato nella società marocchina illuminando il percorso che oggi ha condotto il Paese a compiere una scelta auspicata da tempo.”

Hassiba Sahraoui, vice direttore di Amnesty International per Medio Oriente e Nord Africa, ha accolto con favore la decisione ribadendo tuttavia che il Paese “ha ancora bisogno di una strategia globale per proteggere le donne dalla violenza” ed augurandosi che presto anche “Algeria e Tunisia si incamminino sulla stessa strada”.

Sahraoui ha anche sottolineato come una tale decisione scardina in qualche modo i tradizionali concetti di ‘onore’, ‘decenza’, ‘verginità’: ”Donne e bambine, ha detto, hanno valori umani intrinseci e il loro valore non può essere stabilito a partire dalla situazione familiare o dal fatto che siano o meno illibate

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I fondamentalisti cristiani che seviziavano i bambini

Ventotto bambini sono stati liberati stamattina: vivevano in una setta di fondamentalisti cristiani, dedita alle punizioni corporali e, si teme, abusi sessuali.

I fondamentalisti cristiani che seviziavano i bambiniRedazione– –5 settembre 2013- Ventotto bambini sono stati liberati all’alba di oggi a Deiningen nei pressi di Augsburg in Baviera, dalla polizia. I piccoli erano “ostaggi” di una setta di fondamentalisti cristiani, le Dodici Tribù, che vivono segueno alla lettera il Vecchio e il Nuovo Testamento.
I bambini vivevano in una comunità agricola governata dai religiosi: sottoposti a punizioni corporali e costretti a non frequentare alcuno al di fuori della comunità, non potevano godere neanche di un’istruzione da parte delle scuole. Per questo, cento poliziotti, stamattina, sono intervenuti e, rintracciati i piccoli, li hanno dati in affidamento provvisorio ad altre famiglie.

La setta ha un’origine statuinitense, ma, ad oggi, è molto diffusa in tutti i paesi. Questa crede fermamente nelle punizioni corporali, ma, ufficialmente, non è stato ciò ad allertare la polizia, quanto, invece, l’assenza di un’educazione qualificata per i piccoli. Ufficiosamente, invece, è plausibile credere che la polizia abbia deciso il blitz per “evitare danni permanenti” ai piccoli -soprattutto considerato che l’anno scolastico non è ancora stato inaugurato, e dunque non vi era nessun’urgenza da questo punto di vista-. D’altronde, gli agenti e gli inquirenti hanno il sospetto che, all’interno della setta, i bambini fossero sottoposti ad abusi, anche sessuali, non infrequenti nei testi sacri. Già cinque membri delle Dodici tribù erano stati indagati e, successivamente, assolti per violenze sui minori.

Di contro, la setta ha diramato un comunicato, leggibile sul proprio sito internet, in cui si definisce “una comunità aperta e trasparente e contraria a ogni forma di abuso sui bambini”.

http://www.articolotre.com/2013/09/i-fondamentalisti-cristiani-che-seviziavano-i-bambini/202217

India, bimba di due anni stuprata e abbandonata ferita in strada: due arresti

NEW DELHI – È ricoverata in ospedale in gravi condizioni una bambina di due anni, sequestrata e violentata ieri a Ludhiana, città dello Stato settentrionale indiano del Punjab. Lo riferisce oggi Ndtv. Secondo l’emittente due persone, che sono state arrestate, si sono furtivamente introdotte di notte nella casa della piccola mentre dormiva con i genitori in una baraccopoli della città. Dopo aver usato violenza su di lei, i due sono fuggiti abbandonandola sanguinante sul ciglio di una strada.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/india_bimba_due_anni_stuprata_ferita/notizie/324700.shtml

“Occupy Paedophilia”. In Russia, si va a caccia di gay

Un video della BBC mostra i sopprusi che i gay russi sono costretti a sopportare. In Russia chi è omosessuale ha paura, la gente li tratta come se fossero criminali, li odia; “Quando c’era l’Unione Sovietica eravamo trattati meglio”.

"Occupy Paedophilia". In Russia, si va a caccia di gay-Redazione- 6 settembre 2013- E’ BBC News che attraverso la diffusione di un video, documenta le azioni di un gruppo di russi, autoproclamatisi vigilantes, che costringono un uomo, presumibilmente gay, a bere la propria urina, ma non sono gli unici attacchi che questo gruppo mette in atto nei confronti di persone omosessuali.

Nel video si vede poi una giovane donna russa, Ekaterina è il suo nome, che imbracciando un fucile d’assalto, racconta come lei, insieme ad altri, sono soliti a partecipare a safari a caccia di gay e pedofili.
Ekaterina dirige la sezione locale dell’organizzazione “Occupy Peadophilia”, il gruppo è noto in Russia, perché durante tutta l’estate sono riecheggiate le notizie dei loro attacchi con tattiche brutali e violente dirette a lesbiche, giovani gay, bisessuali e transgender.

La donna ai microfoni della BBC afferma come la priorità del suo gruppo, e di coloro che ne fanno parte, sia quella di “scoprire e punire i casi di pedofilia, ma – aggiunge – siamo anche contro la promozione e la diffusione dell’omosessualità e se, lungo la strada, incontriamo persone di orientamento sessuale non tradizionale, possiamo prendere due piccioni con una fava.

Per l’attivista gay Larry Poltavtsev, quelli dell’organizzazioneSono come al-Quaeda, una struttura molto vaga formata da cellule indipendenti, mai connessi né controllati gli uni dagli altri: è questa la chiave del loro successo. Ho notato che ogni gruppo ha registrato almeno 10-15 video”.
E i video di cui parla Poltavtsev hanno iniziato ad essere messi online, alcune settimane dopo che è stata approvata la legge di propaganda anti-gay; video in cui venivano documentati  le azioni dei gruppi, che adescavano gli adolescenti gay sui siti di appuntamenti online per poi sottoporli a brutali umiliazioni e torture. Si sono poi verificati anche altri casi in cui, persone non necessariamente affiliate a “Occupy Paedophilia”, hanno aggredito pubblicamente delle persone solo perché omosesssuali, e nessuno è mai intervenuto a fermarli.

Il giornalista della BBC, Steve Rosenberg, infine, si è recato a visitare un locale gay a Sochi, la città dove si terranno le prossime Olimpiadi Invernali, per capire com’è essere omosessuali in Russia. Il co-proprietario del locale, Andrei Tanichev dice senza mezze parole: “Durante l’Unione Sovietica, l’omossessualità era un reato, ma i gay venivano trattati meglio che al giorno d’oggi. Le persone comuni ci vedono come dei criminali, ci odiano”. Molti gay hanno così cambiato il proprio modo di vestire, si sono tolti gli orecchini, hanno cambiato taglio di capelli, per non dare nell’occhio, per evitare problemi.

La speranza è che le Olimpiadi invernali rendano la Russia un Paese un po’ più tollerante e che i gay si sentano più al sicuro a casa propria.

 

http://www.articolotre.com/2013/09/occupy-paedophilia-in-russia-si-va-a-caccia-di-gay/202276

Modena: ubriaco ruba un cane e lo sottopone ad abusi fisici, fermato

 

 

È un setter, cane molto docile e mansueto per sua natura, il cane che è stato rubato e abusato da un ubriaco a Modena.

 

L’uomo, un cittadino rumeno, ha rapito il cane caricandoselo in spalla e poi trasportandolo sulla sua bicicletta e legandogli una corda al collo. La corda era a sua volta stata annodata ad un pezzo di cintura con fibbia che l’aguzzino aveva stretto alla gola dell’animale, che respirava appena e mostrava una zampa tumefatta e sanguinante.

 

Alcuni passanti, notando la scena, hanno immediatamente avvisato le forze dell’ordine che hanno fermato il cittadino rumeno.

 

L’uomo, ancora in stato di ebbrezza, ha spiegato di aver individuato il cane da caccia all’interno di un terreno, di aver spaccato il lucchetto e preso il cane. L’obiettivo finale, forse, era quello di rivendere l’animale.

 

Il setter ferito e terrorizzato è stato immediatamente preso in carico dalle forze di polizia che lo hanno affidato al canile comunale per le prime cure, per essere poi restituito al proprietario individuato grazie al microchip.

 

L’aguzzino dovrà invece rispondere del reato di maltrattamento di animali, furto e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso, poiché all’interno dello zaino aveva cacciaviti, coltelli, chiavi, tenaglie, corde, spray urticante e guanti per non lasciare tracce.

 

Foto: repertorio (fonte Wikimedia).

http://www.all4animals.it

Il cardinale Keith O’Brien ostacolò le indagini sugli abusi sessuali

Già coinvolto in uno scandalo sessuale, l’ex cardinale O’Brien torna nella bufera: avrebbe, in passato, ostacolato indagini sugli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti.

cardinale o'brienRedazione-23 agosto 2013- Spuntano nuovi risvolti compromettenti, nella carriera del cardinale Keith O’Brien, una volta a capo della conferenza episcopale scozzese. Proprio mentre ricopriva questo ruolo, infatti, si oppose alle indagini riguardanti gli abusi sessuali perpetrati dai sacerdoti, ancor prima di finire lui stesso coinvolto in un’inchiesta al riguardo. 

A rivelare gli ostacol posti dal monsignore è stato Mario Conti, l’arcivescovo emerito di Glasgow. In un lettera inviata alla testata cattolica “The Tablet”, Conti scrive: “Era intenzione di tutti i membri della Conferenza Episcopale a parte uno, commissionare un esame indipendente dei casi storici che avevamo negli archivi delle quattro diocesi e di pubblicarne i risultati, ma fu rinviata per l’obiezione del presidente. Senza la partecipazione di tutte le diocesi sarebbe stata inutile”.

Quest’indagine avrebbe raccolto tutti i dati statistici concernenti gl abusi verificatisi dal 1952 al 2012: era già stata deliberata e pronta ad essere avviata, se non fosse che l’opposizione di O’Brien la bloccò inesorabilmente. Poco tempo dopo, a febbraio, il cardinale si trovò costretto a dimettersi dal suo incarico perché coinvolto in uno scandalo legato al sesso. Tre sacerdoti e un ex lo avevano infatti accusato di tenere comportamenti non adeguati né appropriati nei loro riguardi.

Per lo stesso motivo non aveva partecipato al Conclave, a San Pietro, per eleggere il nuovo Papa, ma aveva presentato le sue scuse pubbliche, ammettendo di aver mantenuto una condotta sessuale inferiore agli standard previsti da coloro che ricoprono la sua funzione.

 http://www.articolotre.com