Accusato da due figlie di violenza sessuale: operaio assolto a Novara

Il pm aveva chiesto la condanna. L’uomo, originario del Togo ma da anni residente nel capoluogo, ha trascorso un anno in carcere.
marco benvenuti
NOVARA

Non è un padre pedofilo. O, almeno, non ci sono prove per dirlo: le vittime, sentite in più occasioni e anche in aula dai giudici, non hanno convinto.

 

Per A.C., operaio di 43 anni originario del Togo, residente a Novara da anni, imputato di violenza sessuale nei confronti di due delle cinque figlie (quelle avute dal primo matrimonio), ieri è arrivata la fine di un incubo: assolto. Dopo oltre un anno di carcere – fu arrestato dalla polizia il 26 novembre 2012 – dall’altro giorno è libero. Può tornare a casa dalla compagna e dai familiari. Le due vittime rimangono nella comunità protetta cui erano state affidate dopo la denuncia choc.

Il pm Irina Grossi aveva chiesto 8 anni di carcere: si erano associati anche gli avvocati delle due ragazze, Antonella Lobino e Simona Gabbiani.

 

«Continuo a ritenere che le figlie abbiano detto la verità» ha commentato il pm dopo la lettura della sentenza. Convinzione fortemente espressa anche dai due legali di parte civile che valuteranno, dopo il deposito delle motivazioni, se presentare appello: «C’è stata un’istruttoria dibattimentale che ha complicato e confuso il quadro emerso inizialmente in fase di indagine. Il collegio è stato garantista ma noi riteniamo che le ragazze siano vittime di abusi».

 

Secondo l’accusa le due sorelle, all’epoca minorenni, avevano subìto rapporti sessuali quasi quotidiani, dietro minaccia di essere rimandate nella terra d’origine, dall’aprile 2009 sino all’estate 2012 quando, dopo essersi confidate con un’assistente sociale, erano state allontanate dall’appartamento nel quale erano andate ad abitare con il padre. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Paolo Mastrosimone: «Ho sempre creduto nell’innocenza del mio assistito. E’ stata una prova difficile visto il grande disvalore sociale del reato».

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