Lo Stato è la causa della povertà che falsamente dichiara di combattere

Proponiamo in ANTEPRIMA per L’Indipendenza la traduzione integrale in italiano dell’articolo The State Causes the Poverty It Later Claims to Solve da parte di Andreas Marquart, ex consulente finanziario indipendente per più di 15 anni, attualmente è direttore esecutivo del Ludwig von Mises Institut Deutschland. (Traduzione di Luca Fusari)

Se si guarda all’attuale sistema della carta moneta e ai suoi effetti sociali e politico-sociali negativi, la domanda che deve sorgere è la seguente: dove sono le proteste da parte dei sostenitori e difensori della giustizia sociale? Perché non sentiamo appelli alla protesta da parte dei politici e dai commentatori sociali, dai responsabili delle agenzie d’assistenza sociale e dai principali leader religiosi, i quali tutti quanti affermano di promuovere il benessere generale quale loro missione?.

Presumibilmente, la risposta è che molti di loro hanno solo una scarsa comprensione del ruolo della moneta in un’economia con divisione del lavoro, e per questo motivo le conseguenze dell’attuale sistema monetario vengono ampiamente trascurate. L’attuale sistema a riserva frazionaria e la banca centrale si trovano in netto contrasto con un sistema monetario ad economia di mercato nel quale gli attori del mercato possano decidere loro stessi, senza pressione o coercizione statale, quale denaro vogliono utilizzare, e nel quale non sarebbe possibile per nessuno attuare l’espansione dell’offerta di moneta solo perché a qualcuno conviene.

L’espansione della massa monetaria, resa possibile attraverso le banche centrali e la riserva frazionaria, è in realtà ciò che permette l’inflazione, quindi il calo del reddito in termini reali. In The Theory of Money and Credit, Ludwig von Mises ha scritto:

«La più importante delle cause di una diminuzione del valore del denaro, di cui dobbiamo tenere conto è l’aumento della quantità di denaro, mentre la domanda rimane la stessa o scende, se aumenta, aumenta meno della quantità. (…) Una inferiore valutazione soggettiva del denaro viene poi trasmessa da persona a persona, poiché coloro i quali entrano in possesso di una quantità supplementare di denaro sono inclini ad acconsentire a pagare prezzi più elevati rispetto a prima».1

Quando ci sono aumenti di prezzo derivanti da un’espansione dell’offerta di moneta, i prezzi dei vari beni e servizi non aumentano nella stessa misura, e non aumentano allo stesso tempo. Mises spiega gli effetti:

«Mentre il processo è in corso, alcune persone hanno il vantaggio dei prezzi più elevati per i prodotti o servizi che vendono, mentre i prezzi delle cose che acquistano non sono ancora aumentati, o non sono aumentati nella stessa misura. D’altra parte, ci sono persone che si trovano nell’infelice situazione di vendere beni e servizi i cui prezzi non sono ancora aumentati o non lo sono nella stessa misura dei prezzi dei beni che devono acquistare per il loro consumo quotidiano» .2

Infatti, nel caso del prezzo del lavoro di un lavoratore (ad esempio il suo salario) esso aumenta ad un ritmo più lento rispetto al prezzo dell’affitto o del pane; vediamo come questo cambiamento nel rapporto tra reddito e patrimonio possa impoverire molti lavoratori e consumatori. L’offerta di moneta inflazionistica può causare impoverimento e la disuguaglianza di reddito in una varietà di modi:

1) L’effetto Cantillon

La distribuzione ineguale dell’inflazione dei prezzi è noto come effetto Cantillon. Coloro che ricevono per primi il denaro appena creato (soprattutto lo Stato e le banche, ma anche alcune grandi aziende) sono i beneficiari di soldi facili. Possono fare acquisti con la nuova moneta con buoni prezzi dei beni, dato che essi sono ancora immutati. Coloro che ottengono solo in seguito il denaro appena creato, o non lo ricevono affatto, sono danneggiati (i salariati e i lavoratori dipendenti, i pensionati), possono acquistare solo prodotti a prezzi che, nel frattempo, sono aumentati.3

2) Inflazione dei prezzi degli assets

Gli investitori con molti assets, possono meglio estendere i loro investimenti ed attività e sono quindi in grado di investire in beni tangibili come azioni, immobili e metalli preziosi. Quando i prezzi di tali assets aumentano a causa di un’espansione dell’offerta di moneta, i titolari di tali assets possono beneficiare del guadagno in valore dei loro beni. Tali assets detenuti diventano più ricchi, mentre le persone con minori o nessun assets hanno poco o nessun profitto dall’aumento dei prezzi.

3) Il mercato del credito amplifica gli effetti

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Gli effetti dell’inflazione dei prezzi degli assets possono essere amplificati dal mercato del credito. Coloro che hanno un reddito più elevato avranno un maggior credito a differenza di quelli con reddito più basso, per l’acquisizione ad esempio di beni immobili o di altri assets. Se i prezzi degli immobili salgono a causa di un’espansione dell’offerta di moneta, possono trarre profitto da tali aumenti di prezzo e il divario tra ricchi e poveri cresce ancora più velocemente.4

4) I Cicli di Boom and Bust creano disoccupazione

La causa diretta della disoccupazione è la rigidità del mercato del lavoro, causato da interferenze statali e pressioni sindacali. Una causa indiretta della disoccupazione è l’espansione dell’offerta di moneta cartacea, che può portare a boom economici illusori che a loro volta portano a cattivi investimenti. Soprattutto nei mercati del lavoro rigidi, quando questi cattivi investimenti diventano evidenti in una economia in calo, alla fine ciò porta ad una disoccupazione più elevata e più duratura, la quale è spesso più gravemente sentita tra le famiglie a più basso reddito.5

Lo Stato continua ad espandersi

Una volta che il divario nella distribuzione del reddito e nella distribuzione dei patrimoni si è realizzato, i sostenitori e i difensori della giustizia sociale parleranno sempre più, senza sapere (o non dicendo) che è lo Stato stesso con il suo monopolio sul sistema monetario il responsabile per le condizioni descritte.

Si tratta di un perfido “modello di business”, in cui lo Stato crea disuguaglianza sociale attraverso il suo sistema monetario monopolistico, divide la società in ricchi e poveri, e rende le persone dipendenti dal welfare. In seguito interviene in maniera regolatrice e redistributiva, al fine di giustificare la sua esistenza. L’economista Roland Baader ha osservato:

«La casta politica deve dimostrare il suo diritto ad esistere facendo qualcosa. Tuttavia, poiché tutto ciò che fa lo fa molto peggio, deve realizzare costantemente delle riforme, cioè deve fare qualcosa perché ha già fatto qualcosa in precedenza. Essa non avrebbe dovuto fare qualcosa, se non avesse già fatto qualcosa in precedenza. Se solo si sapesse come fare per fermarli dal compiere tali altre cose».6

http://fellowshipofminds.files.wordpress.com/2011/08/govthelp.jpgLo Stato sfrutta anche l’incertezza nella popolazione sui veri motivi del crescente divario nella distribuzione del reddito e nella distribuzione dei patrimoni. Ad esempio, il Quarto Rapporto sulla Povertà e la Ricchezza del governo federale tedesco afferma che dal 2002 vi è una netta maggioranza nel popolo tedesco in favore della realizzazione di misure volte a ridurre le differenze di reddito.

Conclusione

L’attuale sistema della moneta cartacea è al centro dei crescenti tassi di disparità di reddito e nell’espansione della povertà che troviamo oggi in molti Paesi. Tuttavia gli Stati continuano ad accrescere il loro potere asserendo di domare un sistema di mercato che avrebbe presumibilmente causato l’impoverimento, in realtà ciò è effettivamente causato dallo Stato e dai suoi alleati.

Se coloro i quali pretendono di parlare di giustizia sociale non fanno nulla per protestare contro tutto questo, il loro silenzio può avere solo due possibili ragioni: non capiscono come funziona il sistema monetario (e in questo caso dovrebbero fare delle ricerche per saperne di più) o lo capiscano ma cinicamente ignorano la principale causa della povertà, in quanto possono essere essi stessi dei soggetti beneficiari del sistema monetario cartaceo.

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