Fatemi abortire per vivere” Il dramma di Isabel arriva in tribunale

Abortireth
Suo figlio nascerà comunque morto,
ma la legge le impedisce d’interrompere la gravidanza
Il vescovo di San Salvador: «E’ uno stratagemma per legalizzare l’aborto, siamo contrari»
gian antonio orighi
Madrid

Il dramma di Isabel, 22 anni, sta scuotendo El Salvador. La giovane donna incinta di 4 mesi, che soffre di Les (Lupus eritematoso sistemico, una grave alterazione del sistema immunitario), e di insufficienza renale, con la salute tanto peggiorata per la gravidanza da mettere a rischio la sua vita

e con il figlio in grembo che nascerà morto perchè anencefalico (senza cervello), chiede disperatamente che le sia permesso l’aborto, che però è sempre proibito nel Paese centro-americano come in Cile, Repubblica Domenicana, Honduras e Nicaragua.

Isabel, che se abortisse illegalmente rischierebbe 8 anni di galera, si è rivolta al Tribunale Supremo, che sta vagliando il caso. Il rappresentante dell’Onu a El Salvador, Roberto Valent, appoggia la sua richiesta, come la ministra della Salute, María Isabel Rodríguez. Amnesty Internacional tuona: ”La sua sopravvivenza dipende dalle autorità e ogni ritardo è crudele e disumano”. Ma il vescovo di San Salvador, José Luis Escobar, è contrario: “Sembra uno stratagemma per conseguire la legalizzazione dell’aborto. Chiedo all’Alta Corte di ricordare che per la Costituzione una persona umana è tale dal concepimento”.

LaStampa.it

Cinema e omofobia: il contesto sociale pesa più della religione

Omofobiath

La Mezzaluna rosa, sezione “gay e islam” del Torino Glbt Film Festival ha mostrato documentari e film su situazioni palestinesi, iraniane, marocchine, turche. Su coppie o relazioni miste a Berlino o a New york. E un filmone con tutto dentro, dal musicale al melò, girato in Libano. Quasi sempre c’è di mezzo l’Occidente, dall’autore che non ha nulla a che fare con l’Islam ma è incuriosito, come l’olandese (di origine indonesiana) Chris Belloni, al belga che esplora la Turchia, al libanese doc sì, ma che ormai vive negli Usa.

Unica eccezione, non ve l ‘aspettereste mai, è l’Iran. Tutto iraniano il film pro-transessuali: una storia educativa, promozionale, un film che si inserisce perfettamente nel filone antidiscriminatorio. Un film uscito e proiettato in Iran! Ma riguarda strettamente il tema parallelo della transessualità, che in Iran è trattato in modo completamente diverso, anzi opposto rispetto all’omosessualità. Lo Stato iraniano riconosce che il sentirsi uomo in corpo di donna o viceversa è qualcosa di innato, un problema che non va affrontato con la repressione ma con l’accettazione e l’operazione. Ma le vecchie generazioni non sono preparate e Adineh- Eddie alla fine va a operarsi in Europa.

ilfattoquotidiano.it

Murato il cadavere del padre per 1400 euro di pensione

Cronacath

Si chiama Giampiero Di Tullio l’uomo che ha murato il cadavere del padre per riscuoterne la pensione. Domenico Di Tullio faceva il tipografo in Vaticano. La sua pensione era di 1400 euro al mese.

Scrive l’Ansa che Giampiero Di Tullio, 44 anni, aveva avvolto il cadavere del padre con del nastro adesivo, come una mummia. Poi ha adagiato il corpo, seduto, vicino ad una parete e l’ha murato con mattoni e cemento.

Domenico Di Tullio è morto due anni fa ad 83 anni. Fino a 4-5 anni fa i due avevano abitato a Roma, in zona Vaticano, poi si erano trasferiti a Subiaco, un comune alle porte della Capitale.

Dichiarazione redditi: detrazioni assicurazioni

Nel caso dell’assicurazione auto, è possibile dedurre (cioè ottenere una riduzione del reddito imponibile) il Contributo al Servizio Sanitario Nazionale che la compagnia assicurativa versa come copertura per le spese sanitarie destinate alla cura di feriti e vittime di incidenti stradali, pari al 10,5% del premio assicurativo totale. Nella dichiarazione dei redditi 2013 saranno deducibili solo le somme eccedenti 40 euro: ne consegue che avranno diritto alla deduzione tutti i contribuenti che nel 2012 hanno pagato un premio superiore a 402 euro.

Possono essere dedotti anche i contributi versati al fondo delle casalinghe (assicurazione contro gli infortuni domestici) o per la ricongiunzione di periodi assicurativi, e quelli versati ai fondi pensione, per un massimo di 5.164,57 euro.

Si parla invece di detrazioni (ovvero agevolazioni che si applicano all’imposta) per le spese relative ai premi pagati per le assicurazioni sulla vita, purché non superiori a 1.291,14 euro. In questo caso le detrazioni si applicano solo sui contratti assicurativi puri, cioè che coprono rischi di morte o invalidità sopra un certo livello, e sono riconosciute per un importo pari al 19% dell’onere sostenuto dal contribuente.