Letta al governo, e si torna a parlare di Bilderberg

Ma cos’è il Gruppo Bilderberg? È davvero un raduno di decisori delle sorti del mondo?

La scala massonica

Con l’arrivo di Enrico Letta al governo del Paese è tornata la mania complottista: anche lui ha partecipato, almeno una volta, al gruppo Bilderberg. E anche lui, come Monti, è stato membro europeo della Commissione Trilaterale.

Ma di cosa si tratta? Cosa sono queste organizzazioni? Sono davvero, come dicono alcuni, dei centri di potere che decidono per tutto il mondo (organizzano carestie e crisi per trarre profitti, ad esempio) o piuttosto, come racconta chi ha partecipato a questi raduni a porte chiuse, noiosi incontri di dibattiti sui problemi del momento?

Ma chi sono? Di cosa si occupano?

Il Gruppo Bilderberg è un incontro annuale al quale si partecipa per invito, non ufficiale, di circa 130 partecipanti. Si tratta di personalità influenti in campo politico, economico e bancario. Si discute di una varietà di temi globali, economici, finanziari, politici e militari. La prima conferenza si tenne il 29 maggio 1954 presso l’Hotel “de Bilderberg” (da qui il nome) a Oosterbeek, in Olanda.

Le discussioni non sono mai registrate, né riportate all’esterno. In pratica non se ne conoscono i contenuti. Secondo gli organizzatori della conferenza, questa scelta si spiega con l’esigenza di garantire ai partecipanti maggiore libertà di esprimere la propria opinione senza che le loro parole possano essere travisate dai media.

La Commissione Trilaterale, invece, è un gruppo  non governativo e non partitico, fondato nel 1973 per iniziativa di David Rockefeller. La Trilaterale conta come membri più di trecento privati cittadini provenienti dall’Europa, dal Giappone e dal Nord America. Si tratta di finanzieri, politici, banchieri e intellettuali o presunti tali. Tra gli scopi dell’Organizzazione, la volontà di facilitare la cooperazione internazionale nella convinzione della crescente interdipendeza degli stati.

Il sesso e l’inferno delle rifugiate siriane

 

Una donna siriana.

 

Arrivano a centinaia ogni giorno, con i bimbi piccoli appresso e i figli adolescenti prestati alla guerra.
Raggiungono la Giordania con mezzi di fortuna, a volte a piedi, a volte al seguito di parenti, su macchine cariche all’inverosimile di merci e di speranze.
LASCIARE L’INFERNO ALLE SPALLE. Le donne siriane vogliono lasciarsi l’inferno alle spalle: cercano pace e sicurezza dopo due anni di bombe e sangue. Ma, sempre più spesso, nei campi profughi allestiti per raccoglierle trovano sfruttamento e violenza sessuale.
EVITARE IL PECCATO DELL’ADULTERIO. La nuova prigione si chiama misyar (matrimonio temporaneo): uno strumento messo a disposizione dall’Islam agli uomini di fede per evitare il peccato di adulterio.
Il misyar (legale solo in Arabia Saudita ed Egitto) permette a un uomo e a una donna di avere rapporti sessuali, anche se non vivono nella stessa casa.
È un’usanza molto diffusa tra i ricchi maschi del Golfo, soliti stipulare matrimoni temporanei per sollazzarsi in vacanza per poi abbandonare le “mogli” al termine del soggiorno.
“MERCE DA SFRUTTARE” A BASSO COSTO. E i nuovi campi profughi son diventati immensi mercati di donne senza mezzi. Quindi comprabili e sfruttabili a basso costo.
«Le donne sole sono costrette a ricorrere a rischiose strategie di sopravvivenza, come il matrimonio temporaneo oppure a scambiare prestazioni sessuali in cambio di cibo o di un posto dove vivere», spiega a Lettera43.it Asmaa Donahue, responsabile dell’International rescue committee, una delle associazioni che aiutano le profughe.
Il campo di Zaatari, nel Nord-Ovest della Giordania, è diventato, secondo i rapporti di tutte le associazioni presenti sul territorio, il più trafficato centro per matrimoni rapidi tra donne siriane e uomini provenienti da altri Paesi, in particolare i ricchi affaristi del Golfo.

Madri e figlie costrette ad accettare

Rifugiate siriane in un campo profughi in Giordania.

 

Il business è facile e la scelta ampia. Le ragazze siriane, infatti, normalmente sono senza mezzi e non hanno l’opportunità di avere una mahr, la dote prevista dalla tradizione islamica: quindi non hanno alcuna possibilità di contrattare o rifiutare una proposta.
Non solo: molte madri non sanno cosa altro fare con le loro figlie. Conoscono i rischi di queste unioni, ma le accettano nella speranza che portino a un matrimonio duraturo e normale.
EPILOGO SPESSO TRAGICO. Ma l’epilogo, spesso, è tragico. Quando i mariti si stancano delle giovani, normalmente nel giro di poche settimane o mesi, le rimandano indietro alle loro famiglia. Nessuno può opporsi, perché il matrimonio non è legalmente registrato presso il governo giordano, essendo riconosciuto dall’Arabia saudita ma non dalla Giordania.
PROSTITUIRSI PER SOPRAVVIVERE. E le ragazze abbandonate dai loro mariti misyar cadono in disgrazia nella comunità e molto spesso sono costrette a prostituirsi per sopravvivere.
Il fenomeno dei matrimoni temporanei ha addirittura creato nuove opportunità di occupazione.
UN LAVORO DA BROKER MATRIMONIALE. Um Majid, un 28enne scappato da Homs, la città simbolo della resistenza a Bashar al Assad, a Zaatari lavora come broker di matrimoni. «Tutto è iniziato quando un’organizzazione locale mi avvicinò per chiedermi se conoscevo belle ragazze», racconta senza nascondere la vergogna.
«La maggior parte della mia attività si svolge attraverso il passaparola. Ma a volte devo cercare di persona le potenziali spose per i miei clienti», prosegue.
«Per me questo lavoro rappresenta la sopravvivenza», specifica come a giustificarsi, con malcelato imbarazzo.
L’ULTIMA SCELTA DISPERATA. A causa dello stigma che in Medio Oriente si associa alla prostituzione è estremamente difficile ottenere informazioni sulla sua diffusione nella comunità dei rifugiati. Gli operatori umanitari locali sembrano rifiutarsi di ammetterne l’esistenza. Ma chi ne parla, tra molte resistenze, precisa che si tratta di un comportamento disperato, scelto da chi non ha realmente altro mezzo per sopravvivere.
Come la giovane 16enne a capo coperto rispedita indietro dopo essere stata sposata sei mesi con matrimonio misyar: al suo rientro era un disonore persino per gli abitanti del campo, e vendere il suo corpo è stato il solo modo per potere mangiare.
LE ASSOCIAZIONI UMANITARIE. Le associazioni umanitarie, Unicef in prima fila, lavorano per arginare il fenomeno. Ma i soldi sono pochi e le emergenze tanto. Al momento ci sono circa 250 mila bambini siriani in Giordania e più di 2 mila rifugiati passano ogni giorno la frontiera. Le aspettative, secondo l’Unicef, è che i numeri raddoppino entro luglio e triplichino entro dicembre, se la guerra non cesserà.
«I Paesi donatori finora hanno elargito solo un quarto di quanto si erano impegnati a dare per affrontare la crisi, in più gli impegni erano stati presi sulla base di stime nettamente inferiori ala realtà attuale», conclude Asmaa Donahue.
UN BUDGET DA 12 MLN DI DOLLARI. I conti sono facili da fare: l’Unicef nel 2013 ha un budget di 12 milioni di dollari contro i 57 milioni stimati come indispensabili per garantire i servizi minimi ai profughi della guerra di Assad. Così, la responsabile locale, Hydee, conclude amarissima: «Se non riceviamo nuovi finanziamenti mesi prossimi mesi saremo costretti a ridimensionare drasticamente i servizi per i profughi. E temo che di nuovo a pagare il prezzo più alto saranno le donne».

lettera43

Movimento 5 stelle il pornoricatto

foto-hard-giulia-sartiNon solo email, indirizzi e numeri di telefono. Gli hacker autoproclamatisi del PD che hanno violato le caselel di posta di deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, avrebbero prelevato anche foto e video personali, alcuni dei quali ritenuti “hard“. Lo scrive oggi il quotidiano ‘Libero’, che parla giustamente di “porno ricatto” nei confronti dei cittadini del M5S da circa un mese entrati nelle istituzioni. Nei giorni scorsi, alcuni pirati informatici hanno minacciato Beppe Grillo e Casaleggio di rendere tutto pubblico se non fossero state rese note le dichiarazioni dei redditi degli ideatori del Movimento. Nonostante le denunce alla polizia postale da parte del Movimento e dei cittadini oggetto della sotrazzione di email e dati, il contenuto delle caselle è già finito online, con tanto di foto con pose hard da parte di alcune deputate e senatrici.

(controcoprtina)

Parroco ricorda Mussolini tra i defunti durante la messa, è polemica

(Padova) – Benito Mussolini, nell’anniversario della sua morte, sarà ricordato, tra gli altri defunti, nel corso della messa delle 11 di domenica prossima a Loreggia (Padova). A chiedere che venga ricordato – come riferiscono i quotidiani locali e conferma all’agenzia Ansa il parroco don Leone Cecchetto – è stato un fedele. «Non mettiamo sullo stesso piano l’uomo Mussolini – dice don Cecchetto – e le sue azioni e vittime, c’è una legittima richiesta che assecondo, e che io interpreto, da cristiano, come un possibile momento di riconciliazione». «Voglio sperare – aggiunge – che un momento simile all’interno di una liturgia, che non è assolutamente dedicata a Mussolini ma è una semplice messa, che la preghiera e la fede facciano superare le barriere politiche e storiche». «Non capisco tanto clamore – sottolinea – viene ricordato, assieme ad altri, un defunto e mi sarei aspettato meno attenzione mediatica e un profilo più basso su questa storia». «Questo perchè per i cattolici – conclude don Cecchetto – è giusto che qualsiasi peccatore, anche uno come Mussolini, possa redimersi anche dopo la morte». (Ansa)

Pedofilia: fotografava atti sessuali con un dodicenne

Un uomo di 36 anni è stato arrestato in provincia di Catania da agenti del Compartimento Polizia Postale del capoluogo etneo per atti sessuali con un minore, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. L’arresto è avvenuto in flagranza di reato la settimana scorsa, ma è stato reso noto solamente stamane. Il gip di Catania ha convalidato l’arresto ed emesso contestualmente un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, è stata avviata a seguito di una sospetta assidua frequentazione dell’uomo, segnalata alla polizia, con un dodicenne, sia nel negozio dove l’arrestato era impiegato come commesso sia in luoghi pubblici nel tempo libero.Intercettazioni, pedinamenti e perquisizioni disposte dai pm Marisa Scavo e Lina Trovato hanno consentito di accertare che l’arrestato aveva compiuto atti sessuali con il bambino e che in alcune occasioni in cui si erano incontrati aveva fotografato il minore con il cellulare. Le immagini prodotte erano state archiviate sul computer dell’uomo, nel quale la polizia ha scoperto anche numerosi video pedopornografici verosimilmente scaricati da Internet con software di file sharing.

Tariffe telefoniche: la pubblicità non dice sempre tutto

In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, ogni cittadino cerca di risparmiare su quello che può, e non ultimo è la corsa al risparmio sulle tariffe telefoniche.La liberalizzazione del  mercato telefonico permette discegliere tra numerose proposte e compagnie, ma molte volte la pubblicità delle offerte non dice con esatezza i costi delle tariffe e la durata delle offerte.Ieri guardando la tv mi sono imbattuto in una pubblicità che proponeva una tariffa veramente unica ed irrinunciabile.

” 19,90 al mese internet e telefono  per sempre”

Cavolo ho detto!……questa è un’offerta alla quale non posso rinunciare, e subito mi sono collegato al sito per attivare l’offerta pubblicizzata.Clicco sull’offerta che mi interessava e subito vado a vedere le modalità ed i costi, e con grande stupore notavo che le cose non erano esattamente come quelle pubblicizzate, perchè per l’attivazione si doveva sborsare una somma pari a 150euro in un’unica soluzione, più il primo mese.

Questa cosa mi ha dato molto fastidio, perchè credevo che non ci fosse nessun costo  di attivazione inquanto la pubblicità non ne faceva menzione, ma metteva in risalto solo l’offerta irrinunciabile dei 19,90 al mese.

Il mio consiglio è quello che bisogna sempre vedere cosa dice l’offerta andando sul sito e cliccare sulle informazioni delle tariffe e controllare

1- periodo dell’offerta, ossia se ha una scadenza oppure è illimitata

2- scatti alla risposta

3-centesimi alla risposta

4-canone telecom (esente)

5-costi di attivazione

6-eventuali addebiti del  modem ( molte volte è obbligatorio)

7-numero verde clienti ( molte volte le attese sono lunghe,consiglio di chiamare per verificarne l’efficacia.

Redazione