Giuliano Amato pensione da 31mila euro al mese.Ma non fu lui che tagliò le pensioni agli italiani?

E’ falso che io percepisco una pensione di 31mila euro al mese. E’ una notizia che serve solo per farmi del male”: lo dice Giuliano Amato a margine di un convegno oggi, mentre il suo nome è stato inserito nella lista dei papabili per Palazzo Chigi.

Allora mi chiedo: quelli che prendono 250 euro al mese si fanno male da soli, oppure è colpa dei governi?

Poi precisa: “La mia pensione e’ di 22mila euro lorde che al netto diventano 11.500 euro. Una pensione per niente bassa, ma il problema dell’Italia non e’ che esistono pensioni da 11mila euro, ma che ci sono persone che a prescindere dal loro merito sono schiacciate ai livelli piu’ bassi”.

Allora mi chiedo quali meriti abbia Amato per non essere schiacciato anche lui ai livelli più bassi?

Il buon Amato dimentica che è andato in pensione a 59 anni?……Dimentica che sotto il suo governo ngli anni novanta tagliò le pesioni?…Dimentica che ha continuato a coprire ruoli pubblici come….presidente Treccani, e presidente del comitato dei garanti per il 150 anniversario dell’unita d’Italia?

Nell’agosto scorso Amato inviava una lettera a Repubblica dove diceva in sintesi questo:

E’ una pensione alta, lo so, che sta tuttavia sotto il tetto stabilito dal governo Monti per i trattamenti pubblici ed è peraltro inferiore a quella che riscuotono giudici costituzionali, alti magistrati ed altri funzionari, specie se andati in pensione dopo di me. Posso essere crocifisso per questo, quando sono forse l’unico ex parlamentare che ha rinunciato al vitalizio? Forse lo fa invece sulla base dei tanti incarichi che mi sono trovato ad assolvere e di quelli che ancora assolvo (gratuitamente e quindi senza cumuli), vedendomi per ciò stesso come espressione di quella casta di cui ci si vuol liberare. […] Pensiamoci, queste sono domande che non mettono in gioco soltanto la mia dignità. Mettono in gioco il futuro che vogliamo e la cultura con la quale lo stiamo disegnando.

LA RISPOSTA DI MARIO GIORDANO – All’epoca della lettera a Repubblica, Mario Giordano, che aveva rivelato nel suo libro “Sanguisughe” la sussistenza del vitalizio di Amato, rispose però così:

a) Deve vergognarsi perché prende 31mila euro al mese fra pensione Inpdap (22mila euro) e vitalizio da parlamentare (9mila euro) come finalmente ammette lui stesso nella medesima lettera;

b) Deve vergognarsi perché prende 31mila euro al mese di pensione dopo aver tagliato le pensioni agli italiani;

c) Deve vergognarsi perché è stato il principale consigliere economico e politico di Craxi e non si è mai accorto dello sfascio e dei furti della prima Repubblica (dormiva?);

d) Deve vergognarsi perché da sempre fa parte della classe dirigente che negli ultimi decenni ha consentito l’esplosione dei costi della politica e degli annessi privilegi;

e) Deve vergognarsi perché nonostante questo, nel 2012 è stato nominato da Monti consulente per i tagli ai costi della politica e non ha fatto nulla per tagliarli davvero;

f) Deve vergognarsi perché uno che è stato due volte presidente del Consiglio, due volte ministro del Tesoro, una volta ministro dell’Interno e presidente dell’Authority del mercato non può dire “non faccio parte della casta”.

Fra l’altro nella lettera a Repubblica Amato, dopo aver ammesso di prendere 31mila euro al mese di pensione, dice che i 9mila del vitalizio li gira a una comunità di assistenza. Bene, invece di tante inutili parole di autoelogio, Amato ci dica di quale comunità si tratta e soprattutto esibisca le ricevute dei versamenti che come dice lui sono già stati effettuati nei mesi scorsi. Solo così potrebbe smettere di vergognarsi, almeno un po’.

Troppi calciatori scommettono.Forse il 70%

Roberto Di Martino, Procuratore di Cremona – nel corso del convegno “Match Fixing: attacco alla credibilità dello sport” – ha anche parlato del coinvolgimento dei calciatori nelle scommesse: “Un collaboratore ci ha detto che il 70% dei calciatori scommette. Probabilmente si tratta di un dato gonfiato, ma che lascia comunque presumere che il fenomeno sia particolarmente diffuso. E’ chiaro che se un calciatore scommette su partite cui è estraneo, sia poi tentato di puntare anche in quelle in cui è direttamente partecipe. E’ un fenomeno che va arginato”.

E sui rapporti con la giustizia sportiva: “La collaborazione è ottima, ma vi sono dei problemi. Del resto giustizia sportiva e giustizia ordinaria perseguono finalità differenti. Inoltre, la giustizia sportiva ha tempi di azione più rapidi, anche per non rallentare le competizioni. Per questo, a volte ho consentito alla giustizia sportiva di effettuare ad esempio interrogatori prima di quella ordinaria. Tuttavia ci sono dei problemi che vanno risolti. Un calciatore, o un dirigente, può essere tentato di non denunciare un tentativo di combine all’autorità giudiziaria, per la paura di subire sanzioni a livello sportive che ne potrebbero compromettere la carriera”.

E quindi Di Martino ha chiesto maggiorti poteri per la Magistratura che effettua simili indagini, perché per tutte le fattispecie di reato sia possibile effettuare delle intercettazioni:”In questa indagine abbiamo potuto fare ricorso a questro strumento, solo di fronte a un reato ritenuto più grave (e sanzionato con la reclusione fino a dieci anni), ovvero il tentativo di uno dei soggetti coinvolti di sedare alcuni calciatori.

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