Vittime di sesso in Africa.Uomini Violentati rompono il loro silenzio

 

L’omosessualità e il sesso anale sono un tabù in molti paesi africani. Se un uomo è stato violentata, egli è considerato come omosessuale. Gli autori utilizzano l’abuso da decenni  come brutale arma di guerra. Ora le vittime traumatizzate possono finalmente parlare.

“Quattro di noi sono stati portati in una foresta per giorni e violentatati ripetutamente. Non riesco a stare in piedi per lungo tempo, ma posso parlarne ora, perché io ho vinto il trauma”

Così parla  Mark (53) anni il  congolese era stato rapito maggio 2010 nella sua città natale di miliziani ruandesi e ripetutamente abusato sessualmente.

Gli autori penetrano non solo il pene nelle loro vittime, ma anche con bastoni, bottiglie e cacciaviti. Le conseguenze sono il dolore per tutta la vita, fisico ed emotivo.

Chris Dolan, dell’università di Kampala, ha spiegato che nel corso della prima conferenza mondiale sul tema si è parlato di come aiutare le vittime dello stupro e della loro riabilitazione. Una recente documentazione segnala 4.700 casi: “L’abuso sugli uomini viene utilizzato come arma politica per togliere la dignità” ha detto ancora Dolan a Die Bild. “Sono stato violentato più volte nel 2001. Il motivo? Ero un attivista. Da quel giorno sono impotente” ha raccontato un altro testimone.

bild.de

La clinica degli orrori del dottor Gosnell

«Ufficialmente» praticava aborti oltre il limite. Ma l’accusa è omicidio di bambini e una donna con metodi agghiaccianti.

Il dossier di 18 pagine del Gran Giurì si intitola “The Intentional Killing of Viable Babies” (l’uccisione volontaria di bambini vivi). Parla di una vicenda di cronaca agghiacciante che vede protagonista un medico abortista di Philadelphia e una clinica dove avvenivano una serie di orrori inimmaginabili. Una vicenda che ora viene alla luce grazie all’inizio del processo.

LIMITI LEGALI – Kermit Gosnell praticava aborti fuori dai termini previsti per legge nella Women’s Medical Society di Philadelphia, dove operava e di cui era proprietario, ma nessuno avrebbe immaginato che dietro quella formula illegale si nascondessero tali orrori. Niente a che fare con il dottor Wilbur Larch, il medico abortista de Le Regole della casa del sidro, che operava dopo la ventiquattresima settimana (termine legale negli Usa), ma era mosso da un sentimento di solidarietà nei confronti delle donne in difficoltà. I fatti in questione risalgono al 2009 e disegnano una situazione disumana e piena di orrori di varia natura, al di là dell’aborto. I testimoni (tra i quali anche diversi imputati nel processo) parlano di utilizzo di attrezzature non sterilizzate, di ambienti sporchi, di metodi barbarici che prevedevano di tagliare con le forbici la colonna vertebrale dei piccoli (il medico lo chiamava snipping), di feti congelati o a brandelli, conservati in confezioni di succo di frutta o in contenitori di cibo per gatti. Il 18 febbraio 2010 l’FBI entra nella Philadelphia Women’s Medical Society, alla ricerca di prove riguardo una vicenda di medicinali venduti illegalmente. Ma gli agenti si trovano di fronte a un film dell’orrore.

 

A sinistra Karnamaya Mongar, la donna di 41 anni uccisa da Gosnell (Ap)A sinistra Karnamaya Mongar, la donna di 41 anni uccisa da Gosnell (Ap)

COPERTURA MEDIATICA – Pochi ne avevano parlato sui media americani e la notizia era rimasta nel circuito dei media locali. Finché due articoli hanno riportato a galla la vicenda, parlando di decapitazione infantile, di pianti di bambini e di altri orrori, definiti dall’editorialista del The Atlantic Conor Friedersdorf «una storia di bambini morti, donne sfruttate e razzismo che avrebbe dovuto finire già da tempo sulle prime pagine». Ora inizia il processo (per l’esattezza è iniziato il 18 marzo) in cui il settantaduenne Kermit Gosnell è accusato della morte di sette bambini nati vivi e di una donna di 41 anni, di abuso di cadavere, di uso indiscriminato di farmaci, di concorso a delinquere finalizzato all’omicidio e di corruzione.

L’ORRORE – Nella clinica del dottor Kermit Gosnell, secondo il personale infermieristico e altri testimoni, molti bambini sono stati di fatto uccisi dopo la nascita, dopo aver subito il taglio della colonna vertebrale con un paio di forbici o con altri metodi agghiaccianti. E in questi giorni sulla stampa straniera stanno emergendo tutti i dettagli della vicenda, compreso uno dei metodi abortisti più utilizzati, consistente nel far partorire anticipatamente le donne che espellevano il feto sedute sul water. Secondo una delle testimonianze è persino capitato che un neonato cercasse disperatamente di riemergere dall’acqua del water, assecondando vanamente l’istinto di sopravvivenza che si possiede già appena nati.

NON È UNA QUESTIONE DI ABORTO – La clinica degli orrori ha diviso ancora una volta l’America sul tema dell’aborto e soprattutto su come viene trattato dalla stampa, ma a ben vedere non ha molto a che fare con la difesa o meno della vita intrauterina né con la libertà di scelta della donna. Ha semmai molto a che fare con le disuguaglianze nelle cure mediche e nell’accesso alle interruzioni di gravidanza al confine della legalità, che portano alcune donne a scelte disperate. Stephen Massof, vice di Gosnell, è stato tra i primi testimoni (ve ne sono molti, tutti anche imputati, compresa la stessa moglie di Kermit Gosnell) a parlare del taglio disumano del midollo effettuato sulle creature ed è ora in carcere, condannato per la morte di due neonati. Pare anche, secondo Massof, che l’età del feto venisse contraffatta grazie ad apparecchiature che lo facevano sembrare più indietro nello sviluppo. Né chiaramente veniva osservato il protocollo che vorrebbe che la donna riceva un’accurata consulenza psicologica e medica prima di avviare la procedura di interruzione. Sempre secondo i testimoni, ogni tanto Gosnell ironizzava sulle dimensioni dei feti uccisi. Come nel caso di Baby-boy A, sette mesi e mezzo di gestazione, ucciso e poi rinchiuso in una scatola da scarpe dopo che il dottor Gosnell aveva commentato: «E così grande che potrebbe accompagnarmi alla fermata del bus». Mentre Baby-boy C, vittima dell’orripilante snipping, come prima e unica cosa nella sua breve vita ha visto un paio di forbici.

corriere.it

Delitto Scazzi: Sabrina e Cosima hanno ucciso Sarah?

In questo processo ci sono troppe cose che non comprendo, e credo che tanti italiani si faranno le stesse domande.Veniamo al punto: la sentenza ha dichiarato Cosima e Sabrina  colpevoli dell’omicidio di Sarah Scazzi, ed ha condannato Michele Misseri per occultamento di cadavere.Adesso senza entrare negli aspetti tecnici e giuridici del processo proverò ad esaminare gli elementi che non capisco.

1-Michele Misseri si dichiara colpevole dell’omicidio, ma da almeno 11-12 versioni differenti.
Prima domanda:perchè Michele cambia più volte versione? Perchè parla di violenza carnale e poi ritratta?

2-Michele fa ritrovare il telefonino di Sarah ed i vestiti bruciati.

Perchè fa ritrovare il telefonino ed i vestiti?

3-In un secondo momento accusa la figlia Sabrina come colpevole dell’omicidio.

Perchè accusa solo la figlia Sabrina?…Perchè tiene fuori la moglie Cosima?

4-Fa ritrovare il corpo della ragazzina.

Perchè decide di dire dove si trova il corpo della ragazzina?….Gli inquirenti non sarebbero mai riusciti a trovare il corpo

5-Il sogno del fioraio

Perchè il fioraio prima dice di avere visto Cosima e Sabrina trascinare Sarah nella loro auto, e dopo ritratta dicendo che si trattava di un sogno?

6-Michele Misseri si dichiara di nuovo colpevole

Perchè Michele dopo l’arresto della figlia e della moglie si dichiara di nuovo colpevole non cambiando mai più versione?….Perchè gli inquirenti non credono nella sua colpevolezza?

7-Di questo delitto non si conosce quasi nulla.Non si conosce il posto esatto dell’emodicidio.Non c’è l’arma del delitto.Non si conosce l’ora esatta, non c’è un movente plausibile.

Quali elementi avevano i giudici per condannare madre e figlia?

Può essere questa solo una condanna indiziaria?

Se è così…….per voi è una sentenza giusta?

Redazione

Birmania: violenze contro le minoranze musulmane.Video

Un assalto violento, da pulizia etnica, contro la minoranza dei Rohingya, la comunità apolide di musulmani storicamente discriminata in Birmania. Nuovi filmati della persecuzione portata avanti dalla maggioranza di fede buddista in Myanmar, sono stati pubblicati dalla Bbc, proprio mentre si attende la decisione dell’Unione europea sulla revoca delle sanzioni commerciali, economiche e individuali nei confronti del paese. Dovrebbe essere invece mantenuto l’embargo sulle armi.

In India la vita non ha valore e mi chiedo se Dio esiste

Molte volte mi chiedo dov’è Dio.Forse la mia mente e il mio cuore vorrebbero che esistesse un’essere spirituale che difende i deboli e distrugge gli oppressori, e provo a convicermi che esso esiste e che può tutto.Però dopo mi abbandono alla tristezza e alla consapevolezza che questo Dio non esiste, e anche se esistesse  è troppo lontano dagli uomini e dalla sofferenza di tutti i giorni. Questa bambina che può essere figlia di ogn’uno di noi sta lottando per vivere, ma difficilmente dimenticherà gli orrori che ha dovuto subire dal suo aguzzino vile e vigliacco.I dottori hanno dovuto operare la piccina perchè nel suo corpo erano infilati una candela ed una bottiglia di olio per capelli.Dettagli che fanno rabbrividire e restare senza respiro, perchè l’umana comprensione difficilmente riesce ad elaborare queste violenze come una cosa razionale, ed io mi chiedo quale sia il limite della follia umana nei confronti dei suoi simili.All’orrore si associa anche il fanatismo della polizia che voleva comprare il silenzio della famiglia della piccina, ma il dolore della piccola è come un colpo di pistola sparato all’orecchio, esso è talmente assordante che la rabbia per questa violenza come le altre non può essere sottaciuta.Vorrei un mondo migliore, un na vita serena, e mi chiedo se l’umanità vuole veramente questo!

Redazione