Essere socialmente isolati, fa male alla salute ed aumenta il rischio di morte

Una ricerca della rivista «Pnas»:
ecco perché la solitudine sociale
fa male alla salute fisica e mentale
 

Avere pochi amici, o comunque non frequentarli, e sentire e vedere poco anche la cerchia dei parenti più prossimi, in altri termini essere socialmente isolati, fa male alla salute ed aumenta il rischio di morte per qualunque causa, indipendentemente dallo stato di salute e da quello socio-economico di un individuo. L’isolamento sociale, è spiegato in una ricerca sulla rivista Pnas, agisce in modo indipendente rispetto alla solitudine che, come già dimostrato in altri studi, fa a sua volta male alla salute.

 

Lo studio è stato condotto su 6500 individui dai 52 anni in su da Andrew Steptoe della University College di Londra: «La differenza tra isolamento sociale e solitudine può essere vista in questo modo – spiega il ricercatore interpellato dall’Ansa – e cioè l’isolamento sociale è un indicatore di quanti contatti ciascuno ha con i propri familiari più stretti, con altri parenti, con gli amici, e di quanto prende parte a organizzazioni (club, gruppi parrocchiali, etc); la solitudine, invece, è un’esperienza soggettiva, la sensazione di essere tagliato fuori e la mancanza di un compagno. Alcune persone sono isolate nel senso che non hanno molti contatti, ma sono felici così perché sono individui auto-sufficienti. D’altra parte altre persone si sentono sole anche quando sono circondate dagli altri, “soli nella folla”».

 

I due aspetti sono correlati ma differenti, spiega Steptoe. Da qui l’idea di pesare i diversi impatti determinati da solitudine e isolamento sociale su salute e rischio di morte. I volontari sono stati seguiti dal 2004 al 2012 e si è visto che il rischio di morte aumenta sia se si è socialmente isolati, sia che ci si senta soli. Ma nel primo caso l’aumento è valido per tutti, senza differenze socio-economiche e culturali; la solitudine, invece, influenza il rischio di morte soprattutto in caso di sottostanti problemi di salute fisica e mentale.

Stando a questi risultati, affermano i ricercatori, ogni strategia di inclusione e di contrasto all’isolamento sociale potrebbe promuovere la longevità.Fonte

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