Nell’inferno dei Cartoneros. Volati a chiedere aiuto a Papa Francesco

Buenos Aires –E’ l’imbrunire e la capitale argentina viene invasa da un esercito di persone malvestite che si trascinano dietro un carrello di metallo. Gli impiegati che finiscono il loro turno di lavoro fanno finta di non vederli, quasi fossero invisibili, oppure li disprezzano. Li chiamano “cartoneros”, sono gli abitanti onesti delle “villas miseria”, i più vergognosi contenitori di povertà di un paese che sulla carta dovrebbe essere ricchissimo grazie alle materie prime. Vivono frugando nell’immondizia, alla ricerca di cartone, metallo oppure cibo. Uomini e donne che fino alla devastante crisi economica del 2001 avevano un lavoro regolare, le tutele sociali e un’appartenenza andata via via scomparendo.

LA REALTA’ DIMENTICATA – Da qualche anno il governo nazionale e quello della città di Buenos Aires hanno iniziato a prenderli in considerazione. In tutto il paese sono all’incirca 100.000, novemila nella sola capitale. A solo quattromila di questi, dopo innumerevoli battaglie, è stato riconosciuto un sussidio che si aggira intorno ai 150 euro. Il centro della città è il territorio dei cartoneros dell’M.T.E. (Movimento dei Lavoratori Emarginati). Duemilacinquecento persone che ogni giorno si fanno trenta chilometri, dalla poverissima “villa Fiorito”, famosa per aver dato i natali a Diego Armando Maradona, in autobus scarcassati forniti dai funzionari del governo per tentare di rendere più umano un lavoro che, di per sé, oltre a essere umiliante e faticoso, è poco redditizio. In un paese in cui la raccolta differenziata non esiste e i rifiuti vengono puntualmente sotterrati, sono proprio “gli ultimi”, i più poveri a svolgere una funzione che, se non fosse realizzata da qualcuno, finirebbe per inquinare ancor di più la già inquinata Buenos Aires.

TRA CARTONEROS E NARCOTRAFFICANTI – La destra argentina critica in ogni occasione possibile questo tipo di sussidi. Li considera una sorta di meccanismo perverso per disincentivare il lavoro. Non a caso le dittature militari e i governi della destra neoliberista da sempre hanno tentato di nascondere queste realtà, emarginandole e nascondendole. Oggi l’effetto di queste politiche si vede chiaramente. Le villas miseria non solo sono cresciute nel corso dei decenni, ma obbligano una difficile convivenza tra persone dignitose come i cartoneros e una nuova generazione di piccoli e grandi narcotrafficanti. Non a caso, i vecchi codici di sopravvivenza nelle bidonville sono saltati: si dorme tra gli spari e il timore di rapine. Si investe più in inferriate che in mattoni. I furti e le violenze, che si vivono in questi territori di povertà estrema – come ci raccontano gli stessi “villeros” – sono colpa di una nuova droga chiamata “paco”. Un mix letale composto da prodotti tossici e scarti dei laboratori clandestini della cocaina che uccide centinaia di giovani, fatti che non trovano spazio tra le notizie di cronaca.

DA BUENOS AIRES A ROMA DAL PAPA – I cartoneros costituiscono una speranza contro il dilagare della violenza. È l’ultimo aggancio per poter reinserire nel tessuto sociale milioni di persone rimaste ai margini dopo il default del 2001. Quando Jorge Maria Bergoglio a sorpresa è stato eletto Papa e dopo incoronato, di fronte ai potenti della terra, uno dei cartoneros dell’Mte era lì presente in piazza San Pietro. Grazie a una colletta fatta tra i suoi compagni è venuto in rappresentanza degli “ultimi” della fine del mondo, a ricordare al nuovo pontefice che nella sua Argentina c’è gente che si aspetta molto.

Ruben H. Oliva
(con la collaborazione di Claudio Careri)Fonte

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...